GEAPRESS – Nuovi inediti sviluppi sulla vicenda delle tartarughe trafugate alla natura sarda (vedi articolo GeaPress) e spedite a privati detentori in giro per l’Italia da una banda specializzata di palermitani.

Secondo indiscrezioni raccolte da GeaPress, sarebbero arrivati alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania (OT) i computer sequestrati alla banda nonché quelli di decine di possessori di tartarughe tenute prigioniere da appassionati in giro per l’Italia, ed ora liberate dal Corpo Forestale.

Oltre alle molte decine di tartarughe rinvenute nelle case degli acquirenti, il Corpo  Forestale ha sequestrato il materiale informatico dei detentori – ha dichiarato a GeaPress il dott. Giancarlo Muntoni, Direttore dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Tempio Pausania – Tutto è partito da un venditore del centro Italia il quale, tramite un sito web, proponeva le tartarughe. Una volta rintracciato si è scoperto che lo scopo era proprio la vendita. Gli animali – ha aggiunto il dott. Muntoni – venivano spediti con dei pacchi postali dal gruppo di palermitani che avevano scelto la Gallura per il prelievo delle tartarughe”.

Parrebbe che le tartarughe prelevate in Sardegna fossero dirette anche verso mercati esteri e giapponesi in particolari. La banda di palermitani, infatti, specializzata in questi traffici, avrebbe venduto anche in Giappone dove una tartaruga sarda, utilizzata anche nella cucina per i famosi brodi, fruttava oltre 5000 euro.

Ci siamo trovati innanzi ad una banda ben organizzata – ha spiegato il dott. Muntoni – a capo di un commercio di proporzioni inaspettate. Avevano già programmato altri viaggi in Sardegna. Evidentemente il commercio, totalmente illegale, andava a gonfie vele. Non si spiegano, viceversa, la perseveranza di queste persone e le ramificazioni in moltissime regioni italiane”.

Tartarughe per terraristi e cucine, dunque. Ma secondo indiscrezioni raccolte in Sicilia da GeaPress, la stessa banda che vendeva ai privati detentori, era specializzata nell’invio di grossi Suv rubati in nord Africa. Dalla Tunisia, invece, arrivavano migliaia di tartarughe per lo smercio in Italia. Evidentemente i criminali si erano ora spostati in Sardegna.

Le regioni ove sarebbero stati coinvolti i terraristi che comunicavano via internet, sarebbero la Lombardia, la stessa Sicilia, le Marche, l’Umbria, la Toscana, il Lazio, la Campania e la Calabria. Forse si farebbe prima ad elencare quelle che non sono coinvolte dall’invio di pacchi postali con fauna selvatica sarda a cui venivano bloccate le zampe con il nastro adesivo.

Adesso, però, a rischiare di rimanere bloccati, sono i detentori di rettili italiani coinvolti negli acquisti illegali.

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