GEAPRESS – Che la famiglia mafiosa di San Lorenzo avesse nel cuore (economico) i cavalli, già lo si sapeva. A confermare ciò arriva ora l’ulteriore scoperta dei ROS dei Carabinieri le cui indagini hanno portato al sequestro di numerosi beni disposti dal Tribunale di Palermo su Richiesta della Procura Distrettuale – Dipartimento di Criminalità Economica.

Tra aziende, autovetture, terreni, abitazioni della famiglia Madonia – Di Trapani salta fuori Irak, cavallo da corsa. I Madonia, alleati dei Lo Piccolo, avevano già da tempo messo mano in uno dei luoghi più famosi dell’antologia mafiosa. L’ippodromo di Palermo. Gare truccate con la complicità dei fantini e finanche il pizzo da esigere al gestore. Inoltre, dopo l’arresto di Salvatore e Sandro lo Piccolo, si trovò un “pizzino” relativo ad una lagnanza circa un cavallo acquistato ed evidentemente non all’altezza del prezzo pagato, ben diecimila euro. Anni addietro, inoltre, nello stesso comprensorio dove poi vennero arrestati i Lo Piccolo, durante un intervento di repressione di una corsa clandestina, venne notato Nunzio Serio, principale tutore della latitanza dei Lo Piccolo. Ora Irak, del mandamento di Resuttana, ieri (vedi articolo GeaPress) la corsa clandestina di cavalli nel bel mezzo del mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù, e l’altro ieri (vedi articolo GeaPress) il sequestro di alcune stalle operato sempre dai Carabinieri.

Per capire il tenore del livello mafioso, oltre ai notissimi Lo Piccolo, basta scorrere un veloce curriculum dei Madonia – Di Trapani. Secondo i Carabinieri sono i protagonisti dell’ascesa dei corleonesi ai vertici dell’organizzazione mafiosa “cosa nostra” tanto che i suoi principali esponenti sono stati giudicati colpevoli – unitamente ad altri – degli omicidi di Pio La Torre, del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, dell’imprenditore Libero Grassi e del Commissario Antonio Cassara’ nonché del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Lo stesso Lo Piccolo, capomafia di riferimento dei Madonia e secondo solo a Bernardo Provenzano, era, all’inizio della sua carriera criminale, un uomo di fiducia del capomafia Saro Riccobono, sempre di San Lorenzo – Resuttana, finito poi durante l’ascesa dei corleonesi. Di Riccobono, re del boom edilizio nella zona nord di Palermo che fagocitò gli agrumenti della conca d’oro, si narrò pure di un fantastico tesoro, mai ritrovato.

Il sequestro ora comunicato dai Carabinieri riguarda, oltre alla parte nord di Palermo, anche i paesi di Cinisi, Carini ed Isola delle Femmine. Per i Madonia si tratta della terza generazione di “mafia moderna” che continua la tradizione di famiglia. Al capomendamento Antonino (deceduto in carcere nel 2007) succedettero i figli, tra cui Antonino. Con uno dei due figli di quest’ultimo sono imparentanti i Di Trapani. Tutti detenuti in regime di 41 bis, ma che riuscivano a comunicare con accoliti e prestanomi grazie agli incontri con i familiari. Il cavallo da corsa Irak era intestato all’imprenditore prestanome Vincenzo Sgadari.

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