GEAPRESS – Non si pronunciano ancora gli inquirenti che stanno indagando sull’uccisione dei sette cavalli da corsa all’ippodromo di Sassari. Le indagini della Compagnia dei Carabinieri di Sassari, comandata dal Capitano Molinari, sembrano comunque indirizzarsi nel mondo dell’ippica anche se non vengono trascurate altre ipotesi. Di sicuro l’imprenditore nuorese proprietario di sei dei sette cavalli uccisi non è ancora stato rintracciato. Non è per ora in Sardegna.

I cavalli erano collocati in una struttura a dieci box. Nove di loro appartenevano a Salvatore Pili, l’imprenditore di Nuoro. Viene dato comunque per certo, sempre tra gli inquirenti, che a dover essere uccisi erano tutti e nove i cavalli di Pili, mentre, molto probabilmente per un errore, è stato ucciso l’unico cavallo appartenente ad un’altra persona. Un imprevisto deve aver fatto desistere l’autore delle uccisioni, a completare il suo lavoro.

L’ippodromo di Sassari negli ultimi anni non aveva fatto registrare episodi allarmanti, tranne un omicidio due anni addietro il cui movente non è da ricercarsi specificatamente nel mondo dell’ippica. Diversa considerazione per l’odierna strage di cavalli, anche se gli inquirenti ritengono molto probabile che chi ha ucciso i nove equini sia venuto da altra provincia. Se ciò venisse confermato sarebbe avvalorata l’ipotesi, girata in queste ore, che l’uccisione sia stata ordinata a seguito delle troppe vincite registrate in altri ippodromi. Cosa evidentemente non gradita a qualcuno.

L’iniziale notizia, diffusa da alcuni organi di informazione, che i cavalli erano stati uccisi sgozzati o con un colpo di grosso calibro, è probabilmente solo dovuta al fatto che i locali dove erano detenuti gli animali si presentassero vistosamente sporchi di sangue. Addirittura il sangue, oltre ad avere imbrattato le pareti, colava fuori dai box. I Carabinieri, inoltre, hanno accertato che il colpo mortale è partito da un arma di piccolo calibro. Nessun coltellaccio ne tanto meno pistola da macellazione, dunque.

Di sicuro i cavalli oggetto dell’attentato erano tutti di alto valore ed alcuni avevano già vinto delle competizioni.

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