GEAPRESS – Che il fenomeno delle cosiddette “vacche sacre” sia molto diffuso in Aspromonte, questo era già risaputo. Che poi i bovini del pascolo abusivo si vedessero ogni giorno, sebbene in orari diversi, nel bel mezzo di una piazza di paese, questo si sapeva un pò meno.

E’ accaduto a Gambarie d’Aspromonte, località sciistica che d’estate si trasforma in un fresco luogo di villeggiatura. Ogni giorno le vacche apparivano dal bosco e percorrevano la strada frequentata da turisti e residenti. Poi, tutte, in piazza Mangeruca e dintorni.

Dagli estremi di alcune marche auricolari, i Forestali del Comando Stazione Parco Gambarie d’Aspromonte, sono potuti risalire al proprietario. Si tratta di un quarantunenne di Roghudi, un paese all’interno della fiumare di Amendolea, praticamente a metà strada tra la Calabria tirrenica e quella ionica. Le sue vacche, libere di pascolare, si erano trasferite nei pressi di Gambarie, non esattamente a due passi da Roghudi, considerati i luoghi impervi. Più o meno ogni giorno si installavano in piazza, e nei dintorni, a pascolare.

Secondo la Forestale, il fenomeno delle “vacche sacre” rappresenta uno degli illeciti più frequanti nel Parco Nazionale d’Aspromonte. A volte creano problemi alla circolazione ed il Prefetto di Reggio Calabria, interviene ogni anno autorizzandone l’abbattimento (vedi articolo GeaPress). Le autorità di polizia hanno più volte denunciato come la presenza di queste intoccabili vacche, rappresenti la migliore firma sul possesso del territorio da parte delle ‘ndrine, le numerose famiglie che costituiscono la frammentata ma potentissima mafia calabrese. Sono tante, più o meno, quanto le vallate dell’Aspromonte. 

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