GEAPRESS – I Carabinieri del Comando Compagnia di Pontedera (PI) tengono sulla vicenda il massimo riserbo. Il Dogue de Bordeaux, ritrovato nei giorni scorsi a Pontedera con lo stomaco riempito con cinque grossi ovuli contenenti cocaina (vedi foto in gallery), è stato affidato ad una famiglia. Luogo e nome degli affidatari sono però tenuti rigorosamente segreti al fine di evitare l’assalto dei giornalisti.

Il trentacinquenne spacciatore, sicuramente non un trafficante di piccolo calibro, deteneva altresì un Rottweiler che è stato ora affidato ad un rifugio. Quest’ultimo cane presentava le tracce di un intervento precedente che fa presupporre non solo l’uso costante come corrieri della droga, ma forse anche qualcosa di più. Tra gli inquirenti, infatti, trapela l’ipotesi che in realtà siano stati utilizzati più cani, oltre i due già sequestrati. Adesso le indagini si concentrano sull’individuazione del professionista che ha eseguito le operazioni sugli animali.

Alla scoperta del Dogue de Bordeaux con gli ovuli di cocaina, si è arrivati dopo che l’ex compagna di M.P., alla quale era stato affidato il cane e che nulla sapeva del trattamento riservato all’animale, si era rivolta ad una clinica veterinaria a seguito dei forti dolori addominali accusati dal povero cane. Qui, dall’esame radiografico (vedi foto di copertina), la tremenda scoperta dei cinque involucri pieni di cocaina, uno dei quali già in stato di deterioramento.

Poco prima i Carabinieri del Comando Compagnia di Pontedera, guidati dal Comandante Alessio Nigro, avevano arrestato l’uomo per il possesso di un ingente quantitativo di droga.

I cani, a quanto pare con tatuaggi non italiani, non rappresentano comunque un episodio isolato nella triste casistica degli animali utilizzati come corrieri della droga. Già nel passato in Italia erano stati utilizzati cavalli e mucche, ovviamente vivi, mentre all’estero si ricorse addirittura all’uso dei piccioni viaggiatori.

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