GEAPRESS – Appena i Servizi Veterinari di Palermo hanno saputo del nome di quel cavallo, sono saltati dalla sedia. Il controllo del microchip avverrà domani, per cui ancora tutto da confermare, ma quel nome stampato in maniera precisa nella targhetta in cuoio dorato sulle briglie del cavallo, è decisamente altisonante. It’s a Dream. Così era scritto tra il sangue sputato stamani, un istante prima di morire, nell’asfalto di via Ernesto Basile a Palermo.

Difficile, commentano dai Servizi Veterinari, che quel nome così ben riportato, ed altresì ribadito dal proprietario, non possa corrispondere ad It’s a Dream, figlio di Varenne, il più veloce, e ricco, cavallo di tutti i tempi, fior fiore dell’ippica italiana. Ancor più difficile se poi si scopre che It’s a Dream, figlio di Varenne, correva, almeno fino a poche settimane addietro, all’ippodromo di Palermo. Era nato a Roma, in noto allevamento, ma ha poi gareggiato, oltre che nella capitale, anche a Napoli e Firenze. Poi nel 2006, cambia allenatore e It’s a Dream diventa ancor di più palermitano. Secondo indiscrezioni freneticamente girate stamani nell’ambiente dell’ippica cittadina, It’s a Dream (quello sicuramente figlio di Varenne) iniziò poi a calare le sue prestazioni. Tempi troppo alti per gli ippodromi. Nel 2011, otto gare solamente. Nel 2012, infine, una sola. Lo scorso luglio. It’s a Dream era arrivato ultimo. Dove è finito It’s a Dream, figlio di Varenne, che corre all’ippodromo di Palermo?

Di certo stamani all’alba, in via Ernesto Basile, il suo proprietario si disperava. Poi una macchina con due ragazze. Vogliono particolari, dichiarano di essere della LIDA, la Lega Italiana Diritti Animali. Il proprietario si infuria e volano parole grosse. Sul posto due vigilesse della Municipale di Palermo. Riescono a mantenere la calma. It’s a Dream è lì in terra, morto da poco con la testa fracassata ed il sangue che continua a colare. La dinamica dell’incidente vale tanto quanto la parola del proprietario, dal momento in cui, all’arrivo della Polizia Municipale, non c’era la controparte, ovvero la misteriosa Panda che avrebbe tagliato la strada a It’s a Dream. Il cavallo sarebbe scivolato e per questo, secondo la ricostruzione dei fatti fornita dal proprietario e raccolta dalla Municipale, sarebbe andato a sbattere contro un palo pieno di messaggi di affitta camere, innanzi all’entrata dell’Università di Palermo. Nessun calesse, così come nessuna panda, all’arrivo della Municipale. Una passeggiata, insomma, tirato per le briglie con un motorino.

Di corse clandestine il proprietario non ne vuole sentire parlare. Noi, però, eravamo da quelle parti perché ieri era arrivata la soffiata. Stamani dovevano allenarli sulla circonvallazione. Il proprietario di It’s a Dream morto in via Ernesto Basile, però, non ne sa niente. Del resto, all’arrivo della Municipale, non c’è traccia di calessi. Il cavallo, colpa di una macchina che, impertinente, si trovava in strada, è sbandato e ha battuto la testa contro il palo. A chiamarci, riferisce la Municipale, è stato lo stesso proprietario.

It’s a Dream è microchippato. Come un altro cavallo, questa volta di notissimo allevamento di trottatori in provincia di Venezia, finito incidentato nei pressi del porto vecchio di Palermo (vedi articolo GeaPress). In quel caso, si trattava di una carrozza per turisti, ma era abusiva. Il conduttore è scappato e fino a stamani, riusciamo a carpire dai Servizi Veterinari, non è ancora chiarito come quel cavallo dal Veneto sia arrivato a Palermo.

Nel frattempo, in via Ernesto Basile, arrivano altre persone. Sono guidatori di carrozze di Piazza Massimo. Hanno saputo, gli dispiace. Ma quanti anni ha il cavallo? Il proprietario sembra tentennare per un attimo. Sette. It’s a Dream, figlio di Varenne, ne dovrebbe avere otto.

Mi piacerebbe sapere se il Codice della Strada consente di portare in giro cavalli per le briglie – dichiara a GeaPress Alessandra Musso, Responsabile della LIDA di Palermo – Credo proprio di no, ma ormai dopo tante denunce è certo: a nessuno interessa della sorte di questi cavalli e a me poco importa di chi era figlio quel cavallo, se non per rilevare la gravità di chi si ostina a lasciare correre queste situazioni“.

Continua, dunque, la strage dei cavalli di Palermo. Come altri morti in via Ernesto Basile. Ironia della sorte fu proprio una Panda la macchina dove finì un cavallo non microchippato e trovato dove ora è morto It’s a Dream (vedi articolo GeaPress). In quel caso, qualcuno, praticò un preciso taglio sulla giugulare (vedi articolo GeaPress). Poi, un altro cavallo ancora (vedi articolo GeaPress) tanto per rimanere in via Ernesto Basile. Infine tante segnalazioni di corse clandestine (vedi articolo GeaPress), in alcuni casi interrotte dalle Forze dell’Ordine (vedi articolo GeaPress) anche grazie ad incredibili inseguimenti tra cavalli e volanti della Polizia di Stato (vedi articolo GeaPress).

L’unica cosa che cambia è che non si assiste più alla vergogna dei cavalli morti in strada e lasciati a marcire per giorni. La segnalazione di It’s a Dream è arrivata alla Polizia Municipale stamani alle 7.20. Subito è stata contattata la ditta di smaltimento. Alle otto e cinquanta minuti It’s a Dream è finito a testa in giù nel camion adibito al trasporto dei rifiuti speciali.

Nel frattempo una chiamata dalla circonvallazione. E’ passato un altro calesse. Questa mattina, però, la notizia la farà It’s a Dream di via Ernesto Basile, figlio, di genitori ancora da confermare. Se fosse stato l’Its a Dream di Varenne, avrebbe invece avuto come madre una cavalla nata addirittura negli Stati Uniti. Quanta strada ha fatto It’s a Dream, figlio di Varenne. Poi l’ultima corsa del luglio scorso all’ippodromo di Palermo. Corsa Costa Verde, categoria professionisti. Speriamo che la sua ultima strada non sia stata invece quella di via Ernesto Basile a due passi dalla circonvallazione di Palermo, il secondo ippodromo, quello ufficioso, della città.

Nella città di Palermo, ci sono centinaia di stalle abusive. Alcune, incredibilmente, hanno il codice di stalla. Una volta sequestrate, vengono nuovamente occupate nel giro di pochi giorni. In molti casi, hanno sia carrozze per turisti che calessi per le corse.

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