GEAPRESS – Ieri sera, nel corso del Tg1 delle 20.00 (vedi video in calce all’articolo) è andato in onda un servizio dell’inviata Roberta Badaloni sul mercato clandestino degli animali. L’indagine ha preso inizio da un mercato di uccellini (vedi foto gallery in calce all’articolo) collocato attiguamente ad una mostra di ornicoltori nella provincia di Palermo. Migliaia di canarini, pappagalli di varie dimensioni, bengalini ed altra varietà di uccellini da gabbia (sic!) ammassati in poche decine di metri quadrati aperti al pubblico. Molti, tra gli acquirenti, i commercianti, che acquistavano in blocco numerose gabbie stracolme di poveri animaletti. Arrivavano da tutta Italia. Vi era pure un commerciante di Ancona giunto in Sicilia con i suoi furgoni pieni di vita, in gabbia. In quel luogo c’eravamo pure noi, assieme alla troupe del Tg1. Sembrava di essere fuori dal mondo, come un porto di mare corsaro. Un via vai di gente incredibile ed un rumore assordante di cinguettii. Proviamo a fermare alcuni acquirenti e chiediamo loro come prendere un animale a buon prezzo. “Basta che non abbia il certificato Cites“, ci dicono quasi tutti.

Ma come fare? Si va lì e si dice … voglio infrangere la legge? Più o meno. “Basta fare i discorsi giusti al commerciante e ti da quello che vuoi“.

Un ritornello continuo, mentre le persone si ammassano sempre più sotto le pagode gommate ove migliaia di animali sono stipati fino all’inverosimile. All’improvviso, materializzati dal nulla, spuntano le pettorine del Corpo Forestale della Regione siciliana. Riconosciamo dal simbolo impresso nel libretto dei verbali il Servizio Cites, sempre della Regione siciliana. Ci accorgiamo inoltre che anche le due entrate sono improvvisamente presidiate. Inizia un via vai di scatolette di legno, con dentro gli uccellini. Tutto bloccato nei ridotti locali della mostra. Di sicuro nessuno se l’aspettava. Mentre con la giornalista del Tg1 ci guardiamo meravigliati, altri Forestali appaiono tra i banchi dei venditori. Da uno di questi salta fuori un uccellino protetto privo dell’obbligatorio anello inamovibile. Il venditore, a questo punto, espone un discorso che già abbiamo sentito, sempre nel corso di operazioni con le Forze dell’Ordine, anche nei mercati esplicitamente clandestini. Negare la proprietà e se poi la refurtiva (si tratta di furto a patrimonio indisponibile dello Stato) si trovava sul suo bancone, qualcuno l’aveva posata lì a sua insaputa, lui non ne ha colpa! Poi i registri di carico e scarico. Qualcuno suda freddo e chiede a noi se gliene passavamo uno!!? Un’altro ci fa l’occhiolino e ci rinvia a dopo. Non era una minaccia. Era uno di quelli ai quali avevamo chiesto un pappagallo a prezzi bassi. Poi la Forestale arriva anche a lui.

E dire che poco prima la troupe del TG1 era stata al mercato di Ballarò, nel cuore del centro storico di Palermo. Migliaia di cardellini protetti venduti alla luce del sole in un budello di vie presidiato dagli stessi bracconieri. Anche lì la Forestale, ma anche Carabinieri e Polizia, è stata più volte. Ma Ballarò è un altro discorso. E’ una sorta di incubo senza fine dove ogni anno vengono smerciati non meno di ottantamila cardellini di cattura. Lo stesso quartiere accoglie i bracconieri. Sempre, per la particolare conformazione delle strade, e spesso per la compiacenza di molte persone. La presenza delle Forze di Polizia, ad esempio, viene annunciata dagli stessi venditori del vicino mercato di ortofrutta, dal quale si deve passare per raggiungere i bracconieri. Sono i venditori “normali” ad annunciarne l’arrivo. Andare in borghese, infatti, non equivale ad essere irriconoscibili e le precauzioni devono essere molto di più. Anche l’allarme viene dato alla luce del sole, basta saperlo tradurre e comunque non puoi fargli lo stesso niente. Basta infatti gridare le qualità di broccoli e patate aggiungendo piccoli particolari, ad esempio su quante (quali) persone sono oggi al mercato oppure sul fatto che i cani sono liberi (ovvero i poliziotti). In pochi secondi gli uccellatori (o altre tipologie delinquenziali diffuse nel luogo) capiscono e smontano tutto, spesso con la complicità di negozi ed automobili sistemate nei pressi.

La troupe del Tg1 è ben informata e tutto fila liscio. I bracconieri ci cascano, informano da quanto tempo hanno catturato i cardellini. Strattonano le gabbie per farli muovere, poi li coprono con un panno affinché stiano più tranquilli nella penombra. Gli uccellini sono selvatici e sbattono terrorizzati nelle barrette delle piccole gabbie, nel disperato tentativo di riprendere la libertà. Almeno il 50% muoiono al momento della cattura, quasi tutto il resto nei primi giorni di detenzione. I superstiti, venduti nel mercato, saranno a sua volta quasi totalmente morti entro pochi mesi. E’ questa la causa dell’inesauribile domanda di cardellini. La morte. Nel mercato di Ballarò vi erano anche due “peppole”, fringillide sicuramente acquistato in nord Italia, come dice lo stesso uccellatore. In cambio arrivano cardellini per il centro nord e fanelli (altro fringillide) per il mercato napoletano. Ma questi non appaiono a Ballarò, hanno altri canali di smercio.

Il Tg1 è ormai entrato in “confidenza”, i bracconieri parlano ed insistono per la vendita. Meglio non farli insospettire. I cardellini saranno liberati di lì a poco. Almeno loro questa volta ce l’hanno fatta. Quindici euro per due selvatici, ma a fine mattinata ne prendi cinque e ne paghi due. Tanto potrebbero morire, meglio svenderli. Per chi dovesse credere che questi bracconieri non vengono denunciati, si sbaglia di grosso. Tra i precedenti penali hanno quasi sempre reati venatori. Per capire perché continuino a delinquere, il motivo è molto semplice. Ne il maltrattamento di animali ne tanto meno le blande sanzioni venatorie, possono fare paura. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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