GEAPRESS – Secondo il Prefetto di Palermo Caruso, almeno fino al 13 ottobre 2010, agli atti del suo ufficio “non risultano eventi recenti riconducibili al fenomeno delle corse clandestine ed al maltrattamento di animali nella città di Palermo“.

Questo quanto riferito nella nota che la Prefettura inviò al Ministero della Salute che doveva a sua volta rispondere all’interrogazione dell’On.le Elisabetta Zamparutti (Radicali) sulle corse clandestine di cavalli che si svolgono nella città.

Anzi, più precisamente, l’On.le Zamparutti interrogava più Ministeri (scarica qui interrogazione) sulle orride condizioni di detenzione delle centinaia di cavalli detenuti nelle stalle abusive di Palermo. Veniva in tal maniera richiamato il permissivismo del Codice della Strada che consente ai calessi uso corsa l’uso delle vie urbane.

A questo il Sottosegretario Martini rispose (vedi articolo GeaPress e risposta ad interrogazione) che non era possibile vietare le strade ai cavalli essendo queste consentite … dal Codice della Strada! Il Sottosegretario aggiungeva, inoltre, come a Palermo vi fossero 44 carrozze per turisti e non altri rilevanti usi di veicoli a trazione animale. A parte le centinaia di calessi uso corsa, tuonò la LIDA (Lega Italiana Diritti Animali) di Palermo. Anzi sono proprio loro, i calessi, che ringraziano il permissivismo del Codice della Strada che consente ai cavalli di potersi allenare giornalmente nel traffico urbano. La corsa clandestina, insomma, è solo la cima di un iceberg.

Eppure la valutazione della Prefettura non rileva una serie di interventi operati proprio dalle Forze dell’Ordine ai danni delle corse clandestine o comunque riconducibili ad esse. Di chi è la colpa?

Già nel gennaio 2010 il NAS dei Carabinieri ha scoperto un macello clandestino di equini riconducibile al mondo delle corse. Nell’aprile del 2010 la Polizia di Stato ha interrotto una corsa clandestina nella circonvallazione cittadina. La stessa Polizia ha interrotto un’altra corsa clandestina il 7 giugno, in via Ernesto Basile. Sempre nel giugno 2010 fu la volta dei Carabinieri, intervenuti di nuovo nella circonvallazione. Delle corse clandestine ne parlò inoltre un servizio del TG1 del 2 agosto che mandò in onda una inchiesta dell’inviata Roberta Badaloni. Pochi giorni dopo se ne occupò anche la TV di Stato Svizzera e quella del Belgio. Questo almeno fino all’ottobre 2010. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).