GEAPRESS – It’s a Dream era senza microchip. Questa la clamorosa novità emersa dopo che i Servizi Veterinari di Palermo, contattati stamani da GeaPress (vedi articolo) si sono subito attivati per rintracciare il camion diretto a Catania e che trasportava i resti del povero cavallo sfracellato ieri mattina in via Ernesto Basile a Palermo (vedi articolo GeaPress). Grazie anche alla disponibilità della ditta Grasso, incaricata dello smaltimento, il mezzo con il cavallo figlio di n.n. ha varcato, intorno alle 13.30, l’atrio dell’ASL Veterinaria di via Onorato a Palermo.

A salire sul mezzo la dott.ssa Tina Sammartino (in fotogallery con il lettore microchip), gli addetti della ditta e lo stesso dott. Giambruno Direttore dei Servizi Veterinari di Palermo (nella foto in alto con un chip di prova lettura), “Abbiamo rigirato il cavallo più volte – riferisce il dott. Giambruno a GeaPress – e provato tre diversi lettori elettronici. Niente – spiega il dott. Giambruno – posso dire che quel cavallo è senza chip. Per essere ancora più certi abbiamo verificato uno ad uno i lettori, con alcuni chip di prova. Nessun problema, era il cavallo a non averne“.

Chi è allora “It’s a Dream”? “Al momento quello che si può dire è che trattavasi di un bel purosangue di sette al massimo otto anni. Un trottatore, senza dubbio – spiega Giambruno – Il rigor mortis ha reso però complicati alcuni rilevamenti ed abbiamo così evidenziato quanto potrebbe essere utile all’identificazione del cavallo. Le balzane, ovvero le macchie bianche sugli arti a partire dallo zoccolo ed i remolini, i punti dove il pelo cambia direzione. Poi quanto è stato possibile desumere dalla tavola dentaria“.

Rilievi in ritardo ma non certo per colpa dei Servizi Veterinari visto che ieri, al momento del disastro in strada con intervento della Polizia Municipale, nessuno ha chiamato, come si dovrebbe, l’ASL. Molte telefonate, a quanto pare, sono invece arrivate alla ditta incaricata dello smaltimento. Sta di fatto che ancor prima delle nove del mattino il cavallo era nel camion e se non fosse stato per un gruppetto di animalisti che si trovava a passare da quelle parti, molto probabilmente nessuno ne avrebbe saputo niente. Da una nostra telefonata effettuata stamani alla Polizia Municipale si evincerebbe come ancora la relazione su quanto successo ieri mattina potrebbe non essere stata consegnata.

Di certo, dopo il nostro articolo di stamani, in molti hanno iniziato a chiamare i centralini del NAS di Catania, presso il cui inceneritore della zona industriale doveva essere smaltito il cavallo. “Fermate quel camion“, veniva riferito. “Prima che sia troppo tardi, prima che si bruci quel cavallo“. Se questo fosse avvenuto quel cavallo sarebbe rimasto “It’s a Dream”, ma sulla parola del presunto proprietario. It’s a Dream, tra l’altro, era scritto nelle redini del cavallo. It’s a Dream, come il figlio di otto anni che, negli elenchi dell’Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Trottatori, risulta nato dal famosissimo Varenne e che ha effettivamente corso all’ippodromo di Palermo.

Poi l’intervento di Enrico Rizzi, Coordinatore Nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) che ha invitato tutti ad intervenire urgentemente. Telefonate concitate tra Catania e Palermo. I Servizi Veterinari di Palermo, però, erano già alla ricerca di quel cavallo. “Di sicuro quel purosangue apparentemente in perfetta salute, correva“. Così dichiara il dott. Giambruno il quale tiene a precisare come negli zoccoli siano stati rinvenuti gli adattamenti per la strada, ovvero le parti in gomma.

Perchè i resti di quel cavallo si volevano così velocemente smaltire? “Forse perchè non doveva ripercorrersi la vergogna dei cavalli morti in strada – esplode Alessandra Musso, Responsabile della LIDA cittadina – Se non fosse stato per le nostre volontarie che ieri si sono fermate in via Basile rischiando pure di finire male, nessuno ne avrebbe saputo niente, di questo ne sono certa. Ringrazio i Servizi Veterinari – ha aggiunto la Musso – ma provo profonda pietà per i cavalli di Palermo che vedo, ancora un volta, non interessare a molti. Pietà ma anche rabbia per quello che non è stato fatto ieri su via Ernesto Basile. Un cavallo fantasma“.

Un sogno infranto, sicuramente. Con la testa fracassata su un palo. Questo è quello al quale dobbiamo credere, visto che una misteriosa panda gli ha sbarrato la strada. “Come se in strada è più normale che stia un cavallo tirato per le briglie che non una macchina anch’essa fantasma – riferisce la Musso – Mi piacerebbe sapere dalla Polizia Municipale se è normale portare in strada un cavallo per le briglie. Perché non sono stati chiamati i Veterinari“.

Di sicuro, a prescindere dal nome, nell’asfalto di Palermo quel cavallo c’è morto. “Spero che ora non arrivino i soliti sequestri di stalle che non risolvono niente – aggiunge la Musso – non ci crede più nessuno. Deve intervenire la città, le sue istituzioni“.

Ma è veramente così fantasma il “non it’s a dream”? Che interesse avrebbe avuto il presunto proprietario a presentare documenti di It’s a Dream? E cosa ha presentato, poi? Perché la Polizia Municipale ha chiuso così velocemente la vicenda senza chiamare i Servizi Veterinari? Forse qualcuno dovrà rispondere a queste domande. Siamo a Palermo, la città delle centinaia di stalle abusive a due passi da tutte le istituzione cittadine, Comune compreso.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTO: