GEAPRESS – Mucche, pecore, cavalli e maiali. In tutto un centinaio di animali detenuti a Bagheria (PA) per essere macellati. A trovare i due caseggiati-stalla, i Carabinieri del NAS ed il NOPA (Nucleo Operativo di Protezione Ambientale) della Polizia Municipale di Palermo. Tutti gli animali, privi di documenti identificativi e di marche auricolari (ove previste) erano in attesa di macellazione in una delle tante strutture clandestine operanti nella città di Palermo ed aree limitrofe.

Nel gennaio di quest’anno, sempre i NAS, rinvennero in città un’altra struttura dove vi erano detenuti sette cavalli pronti per la macellazione. Furono rinvenuti ingenti quantitativi di carne equina, una cella frigorifera, e l’attrezzatura per l’uccisione (ivi compreso un grosso martello) e la macellazione.

Nella città di Palermo, così come in tutte le provincie siciliane, vengono detenuti (spesso all’interno di box auto dei palazzi cittadini) centinaia di cavalli acquistati all’ippodromo e riciclati in strada per le carrozze dei turisti (le equivalenti botticelle di Roma) e le corse clandestine. Alla fine della tremenda “carriera”, l’animale viene clandestinamente macellato e la carne venduta soprattutto nella Sicilia orientale, dove il cavallo è comunemente mangiato specie nella città di Catania. Quelli destinati al consumo palermitano, invece, sono in genere puledrini.

Sebbene in città molti macelli abusivi siano stati chiusi quello dell’uccisione per uso alimentare di animali privi di ogni garanzia sanitaria, è un fenomeno talmente diffuso che gli inquirenti sospettano la presenza di una organizzazione che impone la carne nelle macellerie. Degli animali macellati si ricicla tutto. Fino a poco tempo addietro erano presenti alcune concerie di pellame di pecora ed agnello lungo il corso cittadino del fiume Oreto. Ora, almeno queste, sono chiuse.

Nella pasqua di due anni addietro, la foce dello stesso fiume divenne rossa, quasi sicuramente  a seguito  di uno smaltimento illecito di reflui di macellazione clandestina. E’ questo un settore storicamente in mano alla organizzazione mafiosa. Il caso più clamoroso avvenne il 18 ottobre del 1984, quando otto persone vennero uccise nelle stalle abusive (tutt’oggi esistenti, sia per carrozze per turisti che per le corse) di Piazza Scaffa. La vedova del facoltoso proprietario di una macelleria equina additò un commerciante di cavalli della Sicilia orientale. Ad oggi, nonostante i processi, nessuno risulta essere condannato.

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