pit e cuccioli
GEAPRESS – Pit bull, pastori del caucaso, pony da corsa, capre, pecore, galline, pulcini, oche, anatre, pesci rossi e tanti cani da caccia. Sono ovunque, stamani,  in via dei Picciotti a Palermo.

Capre all’interno delle automobili adibite al trasporto, conigli stipati come sardine sottosale, cuccioli di Pit bull con tanto di maschio progenitore in bella mostra. Poi il taglio della coda. Il venditore inizia a stringere con un elastico. Mostra come si deve fare. Il cucciolo guaisce  e si dimena. Aumenta l’audience.

Una capretta, volutamente, non è stata munta. Viene così mostrata, tirata via da sotto un escavatore montato su un camion. Un acquirente stringe con forza le mammelle rigonfie. I belati si diffondo in tutta la via, tra le zoccolate dei cavalli al tiro dei calessi da corsa.

Venditori di panini con le panelle, bibite e pure le crepes con la nutella. Il tutto tra i palazzi confiscati alla mafia. In via dei Picciotti, stamani, c’è l’annuale fiera agricola. Ogni seconda domenica del mese di maggio.

Non un luogo di campagna, ma a due passi dal centro storico. Numerose decine di venditori che si accalcano fin dalle cinque del mattino. Prendono i posti migliori. Chi arriva tardi, si arrangia ai margini. Così la mostra mercato cresce, indisturbata. Da un paese della provincia arriva un pick up carico di pecore avvolte nella lana non tosata. C’è poi un camion, pieno di pony ed un altro ancora che trasporta solo calessi. Bancarelle che espongono finimenti per equini ed un grosso carro siciliano con tanto di cavallo da tiro e conduttore in costume. Si vende in blocco, conduttore escluso.

Segugi, setter ed altre varietà di cani da caccia, esposti a decine. Nei bagagliai, al chiuso delle gabbie per criceti, legati ai pali della luce. Poi i Pit bull. Rappresentano il “rinnovamento” di una fiera agricola tra palazzi di undici piani costruiti dai mafiosi. I venditori di “pitbullo” marcano il  pezzo di marciapiede occupato. Chiedono alle persone con i cani da caccia di non avvicinarsi. Il Pit bull si “lassa iri “, ovvero si lancia. Così invita educatamente un ragazzo. Poi un grosso maschio di pastore del caucaso. Ringhia e bava. Ha il muso impedito da una stretta museruola. Il suo possessore, nonostante il fisico allenato, fatica a tenerlo. Il collare a strangolo, come quello che hanno i Pit bull, tiene appena a bada il grosso cane.

Passando per via dei Picciotti, stamani, si sentono i guaiti dei cani da caccia, il canto dei galli, il rumore degli zoccoli. Poi odore di frittura rancida e grida di bambini accompagnati dai genitori.

In mezzo alla folla di palese illegalità, ci sono anche i volontari della LIDA e dell’OIPA. Per loro inizia un altro percorso, fatto di telefonate alle Forze dell’Ordine. Un lungo tentativo che arriva pure sotto i cancelli della Prefettura. Vogliono parlare con il Prefetto, o con un Vice Prefetto, con qualcuno che abbia titolarità in tema di ordine pubblico. E’ forse questo il problema. L’ordine pubblico. Finchè si ignora la mostra mercato, non succede niente. Ma a reprimere è un’altra cosa. Una pattuglia della Forestale ed una della Guardia di Finanza, rispondono alle telefonate dei ragazzi. Il clima si surriscalda. Gli animalisti dicono di avere avvisato i giornali, denunceranno tutto. Pochi uomini in divisa. Nulla si può innanzi a centinaia di persone che si accalcano in via dei Picciotti. Quella scritta della Stazione dei Carabinieri di via dei Picciotti, oggi, purtroppo, sembra lontanissima.

Intanto il drappello degli animalisti recatosi in Prefettura, viene inviato in Questura. Qualcosa finalmente si è mosso. Sarebbe stata avvisata la Digos e sul posto ci sarebbero Agenti in borghese. Ci sono poi i filmati delle telecamere nascoste. Finalmente qualcuno che sembra dare retta ai volontari.

Sono ormai le 12.00 ed il mercato appare in via di smantellamento.

L’unica cosa che non c’è in via dei Picciotti, è la fauna selvatica. Ma per quella, come è noto, c’è il non molto distante mercato di Ballarò. Non una domenica all’anno, ma tutte le domeniche e festivi. Avifauna protetta dalla legge, venduta in pubblica via. Un’altra specialità della città.

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