GEAPRESS – La Polizia di Stato ha individuato e denunciato quattro uomini, tutti pregiudicati, che ieri all’alba avevano preso parte ad una corsa clandestina di cavalli nei pressi della cittadella universitaria di Palermo. GeaPress, aveva diffuso in anteprima la notizia (vedi articolo). I quattro sono ora accusati di avere organizzato o partecipato alla corsa clandestina, di aver danneggiato le auto della Polizia e di avere opposto resistenza a pubblico ufficiale. Due dei quattro pregiudicati hanno ammesso di essere i proprietari dei cavalli. La Polizia conta di riuscire a breve a rintracciare gli altri partecipanti alla corsa.

Quanto però accaduto l’altro ieri mattina (poco dopo la mezzanatte) tra le vie di Palermo, assume comunque aspetti di rilevante gravità. L’intervento, eseguito dalle pattuglie dei Commissariati “Politeama” e “Porta Nuova”, scaturisce dall’intercettazione della corsa da parte di una Volante nella parte iniziale di Via Ernesto Basile. Si tratta di una grossa arteria di comunicazione che poco oltre Palazzo D’Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana, conduce fino allo scorrimento veloce Palermo – Sciacca. I poliziotti avevano notato in modo particolare il tipico assembramento di scooter, almeno una cinquantina, che fanno da scudo ai calessi lanciati alla corsa. Giunti quasi subito i rinforzi, le Volanti della Polizia cercavano di raggiungere la testa del corteo, venendo però decisamente ostacolate dagli scooter con il rischio di arrecare gravi incidenti anche al traffico veicolare costretto a subire gli effetti della corsa.

L’inseguimento si protraeva in tal maniera fin quasi allo svincolo sulla tangenziale cittadina (altro luogo storico di corse clandestine) dove i due calessi ed il codazzo di centauri, svoltavano improvvisamente, dirigendosi questa volta in direzione del centro città. In una delle prime traverse, svoltando nuovamente per tantare di disperdersi nel dedalo di viuzze che conduce verso l’Ospedale Civico, i due guidatori dei calessi, abbandonavano i cavalli cercando di fuggire sugli scooter. La Polizia, pertanto, ha dovuto tenere conto sia dei potenziali danni alla circolazione cittadina che i cavalli, nel frattempo imbizzariti, avrebbero potuto provocare, che della fuga messa in atto dai circa 50 scooter. Cinquecento metri più avanti, una volante vedevasi arrivare innanzi uno dei cavalli imbizzarriti. Ci sono voluti altri duecento metri prima che i poliziotti riuscissero a bloccare il cavallo, riportando in sicurezza sia la circolazione che lo stesso animale terrorizzato dal parapiglia conseguito e probabilmente sotto l’effetto di sostanze dopanti.

Chissà che faccia devono aver fatto gli Agenti quando a questo punto si sono visti spuntare un giovane che dichiarava di avere appena scoperto il furto del proprio cavallo (Palermo è disseminata di stalle abusive fin nel centro cittadino) e che, guarda caso, corrispondeva a quello che la Polizia era riuscito a fermare.

Ancora una volta, dunque, solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine si riesce a contrastare un fenomeno che purtroppo è quasi del tutto perseguibile solo nelle fasi finali. Ovvero durante la corsa. L’enormità delle stalle cittadine, funzionali solo alle corse clandestine, alle carrozze dei turisti ed alla macellazione clandestina (ovvero aspetti interconnessi) deriva soprattutto dalle (gravi) sbadataggini del mondo politico.

Non trova, infatti, altra spiegazione la gravissima lacuna del Codice della Strada, (riformato ed approvato appena questa estate) che consente ai calessi uso corsa di percorrere tranquillamente le vie urbane. Senza questa vergognosa disponibilità, le stesse corse clandestine sarebbero sicuramente molto ridotte. I cavalli, infatti, ogni giorno devono essere allenati ed abituati alla strada. Il codice della strada consente finanche ad un quattordicenne di guidare il calesse in pieno centro urbano (vedi articolo GeaPress). Nessuna rimostranza si è sollevata sia nel corso dei lavori preparatori che dopo la stessa approvazione del Codice. I cavalli, poi, sono decine di migliaia in tutta la sicilia e sud italia. Anche dopo gli interventi di polizia, vengono affidati in custodia giudiziaria ai proprietari. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).