GEAPRESS – Sono come le vecchie corse cladestine, ma il tutto è miniaturizzato. Il cavallo, il calesse e pure il percorso che, però, deve mantenere una caratteristica imprescindibile. Lo sprint finale in salita.

Caduta in disuso la circonvallazione cittadina, la corsa clandestina si è ancor di più chiusa su se stessa. Nella tangenziale (tratto in blu in fotogallery) è troppo pericoloso per via degli interventi delle Forze dell’Ordine. I vecchi tempi di una corsa ogni domenica mattina, per adesso sono tramontati.

Poi è iniziata la corsa a singolo calesse. E’ quella a cronometro ed il tutto rimane (quasi) nel rispetto della legge. Il Codice della Strada, sebbene riformato nell’estate 2010, vieta la competizione ma non l’uso della strada al calesse. Infine, con qualche anno di ritardo rispetto a Napoli e alla Sicilia orientale, anche a Palermo sono arrivati i cavallini. In città quasi non ve ne erano. Non hanno forme tozze, come nel caso del primo calesse che si vede nel filmato, ma sembrano dei cavalli in miniatura. Per i fantini delle corse clandestine, poco importa, basta che corra. Sull’asfalto, ovviamente.

Un giro minore e forse più parcellizzato. Strade più piccole ed ancor più fuorimano. Niente cavalli da ippodromo che finiscono, se non più adatti, a tirare una carrozza per turisti così come nella corsa clandestina (il fenomeno è spesso coincidente). La puntata è piccola, popolare. Così già lo era sulla circonvallazione. Si scommette l’equivalente di un quintale di biada. Massimo trenta euro. Ragazzi di quartiere sebbene, in alcuni casi, con il coinvolgimento di personaggi di maggiore caratura criminale. Niente grande mafia. Almeno questo si deduce dagli interventi delle Forze dell’Ordine. Ove compaiono nomi inseriti in associazioni di tipo mafioso, come successo a Messina, si è scoperto essere più afferenti ad una sorta di portafoglio di varie attività criminali che non ad una vera esclusiva specializzazione.

Sta di fatto che a Palermo la corsa clandestina miniaturizzata è apparsa in via Valenza (percorso colore arancio in fotogallery), tra i quartieri di Villagrazia e Bonagia. Il tutto si svolgerebbe la domenica pomeriggio, subito dopo l’ora di pranzo e fino alle 17.00. La corsa, a quanto pare, avviene con regolarità. Un primo scooter fa da battistrada facendo accostare le automobili in transito. Un secondo scooter, invece, strombazza annunciando l’arrivo della corsa. A seguire i due calessi e un’automobile. Entrambi i cavalli vengono continuamente frustati. In cima alla via Valenza, vicino al frantoio alle pendici della montagna, arrivano sfiniti. Poi la curva di via Falsomiele. La macchina sbanda, ma tutto riesce a riprendersi. Una domenica pomeriggio, quella dell’ 11 marzo. Una come tante solo che questa volta qualcuno ha filmato. Forse non ha sopportato di rimanere bloccato per dare precedenza alla corsa. I pochi secondi del filmato, fatto poi pervenire alla LIDA di Palermo, mostrano l’ordinata sequenza della corsa, ivi compreso il primo scooter che si vede solo negli ultimi fotogrammi. Era lui che aveva fatto accostare le automobili. Poi l’invito al guidatore del cavallo perdente: macellalo!

Le corse di cavalli clandestine – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, Responsabile della LIDA cittadina – sono ancora diffuse in città. Basta vedere le numerose stalle abusive in pieno perimetro urbano, quando lo stesso Regolamento d’Igiene del Comune di Palermo, le vieta. Abbiamo fatto denunce e manifestazioni – continua Alessandra Musso – ma ad oggi risultati concreti non ne abbiamo visti. Le cose sembrano non cambiare mai“.

Parlare con gli abitanti di via Valenza è pressoché impossibile. Qualcuno però ci dice che le corse avvengono ogni domenica pomeriggio. Luogo di allenamento dei cavalli sono le strada del quartiere Bonagia. Poi si devono provare i circuiti. Oltre a via Valenza ve ne sono altri. Le stalle sono in realtà piccoli box, in alcuni casi al pianterreno delle case del luogo. Qualcuno ha ancora il cavallo acquistato all’ippodromo, ma ormai la moda indirizza sui pony. Termine generico, riferito a cavalli al di sotto di una certa altezza. Ci sono quelli più tozzi e già conosciuti, come il primo della corsa di domenica, ed i cavallini in miniatura come il perdente al quale si è augurato il macello.

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