GEAPRESS – Incidente stamani intorno alle dieci nel quartiere palermitano di Tommaso Natale. Protagonista l’ennesimo cavallo al traino di un calesse tipo corsa. Ancora incerta la dinamica, se cioè il cavallo si è imbizzarrito oppure se sia stato urtato da un mezzo. Di sicuro, con ancora il calesse attaccato, il cavallo ha sbattuto contro un muretto, poi ha urtato alcuni mezzi, tra cui degli scooter. Quindi, liberatosi dal calesse che nel frattempo aveva perso le ruote, ha divelto la barra del passaggio a livello ferroviario di Tommaso Natale, ed imboccato la linea ferrata in direzione Palermo.

Sul posto è arrivata una pattuglia dei Carabinieri, ma del calesse (nella foto) non ve ne era già alcuna traccia. Sono stati allertati anche i Vigili Urbani. Intorno alle 10.20 il cavallo aveva raggiunto la zona dell’ipermercato Auchan. Qui dell’animale si sono perse le tracce. In quel tratto la linea ferroviaria è ad alta frequentazione. Oltre ai treni per Trapani, transitano anche quelli per l’aeroporto Falcone-Borsellino, oltre che ai treni metropolitani.

Ricordiamo che l’incredibile Codice della Strada italiano, consente l’uso della strada anche ai cavalli al traino di calessi tipo corsa (vedi articolo GeaPress). E’ questo il principale motivo per cui imperversano le corse clandestine.

Una situazione ormai sfuggita ad ogni controllo, complici (oltre al Codice della Strada) le amministrazioni cittadine del sud Italia che non bonificano le aree adibite a stalla che vengono sequestrate dalle Forze dell’Ordine.

In pochi giorni vi è stato un cavallo morto durante una corsa clandestina in via Ernesto Basile (vedi articolo GeaPress) a Palermo. Un’altra corsa nello stesso luogo dopo neanche una settimana (vedi articolo GeaPress) e poi un cavallo, sempre da corsa, trovato morto alle cinque del mattino del primo aprile in via Giolitti a Messina e sul quale hanno impattato tre autoveicoli. Su quest’ultimo caso sta indagando il Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Messina, ma che si trattasse di corsa clandestina appare ormai scontato. Domenica mattina, inoltre, i Carabinieri hanno bloccato una corsa clandestina tra Canicattini e Palazzolo Acreide. Le indagini sono seguite dal Comando Compagnia di Noto (SR).

Sicilia, ma non solo. Vi è anche l’Abruzzo ed il recente intervento di Pescara con la scoperta di una decina di stalle costruite su un terreno privato occupato. I cavalli erano tutti da corsa. Le indagini sono della Polizia Municipale congiuntamente ai Carabinieri.

Una corsa clandestina, invece, è stata scoperta dai Carabinieri di San Nicolò, in provincia di Teramo. L’altro ieri decine di persone, nella zona industriale, stavano scommettendo su due cavalli. Si tratta della comunità rom abruzzese per la quale arriva una ulteriore conferma che le scommesse sui cavalli, insolite per una comunità abituata solo a commerciare con gli equini, sono ormai un fatto acquisito. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di una emulazione delle corse del sud Italia, mentre non è da escludere l’inserimento di elementi malavitosi del meridione e non appartenenti alla comunità rom.

Appartenenti allo stesso nucleo familiare rom sono stati recentemente fermati dai Carabinieri di Falconara (AN) (vedi articolo GeaPress) mentre svolgevano proprio una corsa clandestina. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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