GEAPRESS – Proviene da un notissimo allevamento di cavalli trottatori in provincia di Venezia, il cavallo che stamani si è andato ad infrangere con tutta la carrozza per turisti (carrozza risultata abusiva) nel traffico veicolare del vecchio porto di Palermo. Un cavallo che risulterebbe essere stato microchippato nel 1996 ad Ancona. L’anagrafe di riferimento è, però, quella dell’UNIRE, motivo per cui non è stato possibile, per i Servizi Veterinari di Palermo, ripercorrere in tempi brevi la sua storia.

Di certo, il povero cavallo, è stato in queste ore sottoposto ad un intervento di sutura dei tagli che si era procurato nella parte anteriore.

Dopo la microchippatura dell’UNIRE avvenuta ad Ancona, il cavallo è stato poi acquisito dall’allevamento veneto. Campioni di prim’ordine, in Italia ed all’estero. Poi, il trottatore degli ippodromi, compare nel traffico di Palermo. Di lui, si perdono le tracce ufficiali proprio in provincia di Venezia. Rubato, oppure vendita non denunciata, oppure le discrepanze nella comunicazione tra i diversi sistemi di anagrafe equina esistenti in Italia. Di certo, se in Veneto non è stato comunicato il furto o la vendita del cavallo, dovranno risarcire loro gli ingenti danni causati dal cavallo. Una signora finita al pronto soccorso con trauma cranico e cinque automobili danneggiate. Tra queste una della Guardia di Finanza.

La carrozza, a quanto pare proveniente dal vicino porto (il martedì attraccano più navi da crociera), è stata stretta tra due macchine. “Non ho capito cosa è successo – riferisce a GeaPress uno degli autisti coinvolti – mi sono ritrovato la carrozza nell’anteriore sinistro della mia macchina“.

Il vetturino si è dato alla fuga ed il cavallo, rotte le briglie, è corso sino alla storica Piazza Marina, dove è stato raggiunto dagli esperti del Nucleo Ippomontato della Polizia Municipale di Palermo. L’animale presenta numerosi tagli, specie nella parte anteriore del corpo. A quanto pare ha urtato contro un paraurti. Perdeva sangue, ma in maniera non eccessiva. La dott.ssa Tina Sammartino, Medico Veterinario dell’ASL di Palermo, provvede alle prime cure, cercando poi di rinfrescare il povero animale con un panno umido. Dopo pochi minuti arriva anche il dott. Paolo Giambruno, Direttore del Servizio Veterinario della stessa ASL.

Abbiamo avuto una riunione con il Comandante della Polizia Municipale proprio ieri – riferisce il dott. Giambruno a GeaPress – A mio avviso l’unica maniera per cercare di risolvere l’abusivismo che regna nel settore è quello di attrezzare l’area dell’ex macello“. Stalle controllate, insomma, da affittare e monitorare per gli aspetti sanitari.

Intanto, l’ex trottatore dell’allevamento a cinque stelle, fiore all’occhiello dell’ippica italiana, aspetta nel recinto di Piazza Marina, a due passi dove fu ucciso il poliziotto italo americano Joe Petrosino. Un Vigile Urbano non si allontana mai da lui. “Basta un attimo, un rumore, una manovra brusca ed il cavallo può imbizzarrirsi. E’ questa la sua reazione, non voleva fare niente di male a nessuno“.

Finalmente arriva il van dei Vigili Urbani e subito si palesa quello strano individuo di oltre un quintale di stazza che tutti avevano ben individuato come il probabile proprietario. Incredibilmente inizia a rimproverare la Polizia Municipale. Il cavallo ha qualche difficoltà ad abbandonare il recinto. Deve saltare un piccolo gradino e sembra proprio non avere alcuna intenzione. “Se vi fate aiutare ve lo tolgo io – dice, quasi ammonendo, il soggetto – Non ne capite niente” aggiunge per nulla intimorito. Ne deriva così un battibecco surreale con il Vigile Urbano che chiaramente manifesta il reale ruolo di quella persona. “Certo se lo dite voi, per come li trattate” risponde il Vigile Urbano mentre cerca di non spaventare il povero cavallo che in quel recinto, evidentemente, si sente al sicuro. Poi interviene un altro Vigile. “Per favore – riferisce la vigilessa – qualcuno fa allontanare quella persona?” Il soggetto però è saldamente installato in strada e lì rimarrà finchè il van si allontana con la musica di sottofondo di Ciccio. Chi è Ciccio? Il cavallo discoteca di Palermo. Un piccolo conosciutissimo pony costretto a trainare, rischiando di scivolare in strada, fino a nove persone.

Mancata identificazione degli equini denominati “ciccio” e “nino d’angelo”.” Così stava scritto in un comunicato stampa del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri dello scorso 12 aprile. Ciccio e il suo pesante carico, passano proprio innanzi al van con l’ex trottatore cinque stelle. “Ciccio, razza pony, maschio, mantello pezzato bianco rosso”, così descritto dall’Arma, traina una carrozza per turisti con nove persone a bordo. E’ colato di sudore, la musica assordante ed i trenta gradi di Palermo.

Ciccio abita al Borgo Vecchio ed il suo guidatore, già noto alle Forze dell’Ordine, spiega alla comitiva di leccesi sbarcati stamani con la nave da crociera la bellezza di Piazza Marina e dove fu ucciso “‘u tenente Pitrusino“. “Abbiamo pagato ottanta euro – spiegano i turisti di Lecce – e ci ha fatto pure lo sconto“. Ottanta euro per un’ora di Palermo abusiva.

Chiediamo notizie al guidatore della carrozza discoteca trainata dal piccolo “Ciccio”. “Ho portato in carrozza persone da tutto il mondo – riferisce l’uomo anche lui bardato al collo e ai polsi ma con oggetti che sembrano in oro – ed in Giappone mi hanno fatto un film di dieci minuti.” La carrozza discoteca si incammina, il cavallo scivola sulle basole della pavimentazione stradale ma per fortuna non cade. I turisti, invece, salutano felici gridando la loro vacanza a Palermo. Un camion e la macchina dei Vigili Urbani supera il povero Ciccio. Dentro il camion (vedi Video) c’è il trottatore di Venezia. Dal canile municipale è stato disposto che un Veterinario venga trasferito all’Istituto Zootecnico per i punti di sutura al cavallo.

A Palermo, ci sono centinaia di stalle abusive. I cavalli, in buona parte, provengono dagli ippodromi. Sfruttati in strada per le corse clandestine e le carrozze dei turisti, finiranno uccisi in un macello clandestino.

Se vuoi sapere qualcosa di più di Ciccio e degli altri quattro cavalli di cui al sequestro dei Carabinieri, clicca qui. Sono tutti tornati nelle rispettive stalle bugigattolo (Ciccio compreso) una tempo sequestrate. Le Amministrazioni che in questi anni si sono succedute a Palermo, nonostante i ripetuti interventi delle Forze dell’Ordine, nulla hanno fatto contro le stalle, tramandate da generazione in generazione.

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