GEAPRESS – Sono tornati o forse non sono mai andati via. I ragazzi che lo scorso novembre rivendicarono il possesso di cani Pit bull e Dogo argentino, in buona parte non microcippati, nel quartiere Arenella di Palermo (vedi articolo GeaPress), sono ancora nei luoghi. Dove dobbiamo andare? Così avrebbero riferito agli inquirenti che, dopo l’irruzione nei terreni dell’ex Chimica Villa Igiea, sono ora impelagati in una complicata situazione che vede coinvolta vecchia proprietà, curatela fallimentare oltre che una probabile bomba ecologica. Si teme un grave inquinamento della falda mentre molto presente sarebbe la fibra d’amianto. A destare maggiore preoccupazione sarebbero gli ammassi di tessuto coibentante tolto dai tubi metallici che vengono rubati. Proprio in questo materiale risiede il pericolo di presenza di fibra d’amianto che potrebbe sprigionarsi in aria.

Tra i capannoni diroccati dell’ex Chimica Villa Igiea, fece altresì molta impressione la presenza di numerose scritte inneggianti alla mafia ed ai suoi capi, oltre che ad epiteti tutt’altro che riverenti rivolti alla Polizia. Ragazzi a metà strada tra un bullo di quartiere ed un attivista di un centro sociale. Connubi strani di periferie abbandonate. Piccolo spaccio e cani da lotta, sebbene per i combattimenti, almeno quelli, non erano utilizzati. Cuccioli da vendere, di questo gli inquirenti ne sono convinti. I ragazzi si sono ora trasferiti all’interno dell’ex cava Sailem, dove hanno letteralmente chiuso ogni accesso ad un edificio centrale che negli anni passati divenne oggetto di sequestro di cani da lotta. Un paio di loro, invece, sono nei pressi di alcune casupole tra l’ex Chimica Villa Igea e la stessa cava, proprio sotto il primo tornate della strada per il Monte Pellegrino.

Una storia che probabilmente va avanti da parecchi anni.

L’ex Chimica Villa Igiea è stato oggetto di intervento del NOPA il Nucleo Operativo di Protezione Ambientale della Polizia Municipale. Congiuntamente al successivo intervento della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco, venne rilevata una situazione di ampio degrado. Preoccupante la presenza di alcuni silos pieni di melassa, ovvero uno dei prodotti della lavorazione del lievito, oli combustibili ed amianto presente sia nei tessuti coibentanti che, come è noto, nell’eternit. Poi la presenza di un pozzo, probabile sfogo di chissà quali rifiuti. Tra la cava e l’ex Chimica Arenella, ricade una complessa situazione giudiziaria che vede coinvolti almeno tre diverse proprietà a diverso titolo sotto la lente del Tribunale di Palermo. I terreni di una nota famiglia mafiosa del posto, l’area ex cava Sailem e la stessa ex Chimica Villa Igiea sottoposta a curatela del Tribunale. Dal lato ovest, ovvero verso Monte Pellegrino, l’accesso è praticamente libero.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati