GEAPRESS – Secondo informazioni pervenute a GeaPress e circolate in accreditati ambienti veterinari, alcuni dei cavalli ieri sottoposti a sequestro amministrato nel corso dell’operazione di polizia tenutasi nel quartiere dell’Albergheria, potrebbero avere una stalla ufficiale ed altra di uso corrente, ovvero i bugigattoli del centro storico. Locali tutti fatiscenti, così come riferito da Questura e Polizia Municipale nell’intervento congiunto ad altre forze di polizia e servizi veterinari asl. Locali, però, che, per strana discrasia, non comportavano maltrattamenti agli animali così come inidonee condizioni di detenzione (vedi articolo GeaPress) Il comunicato delle Forze dell’Ordine, riferiva a questo proposito di sei cavalli su sette con presenza di microchip, tutti detenuti in locali privi di attribuzione di codice di stalla. Solo per questo particolare era scattata la semplice sanzione amministrativa. Nel caso di maltrattamento (544/ter C.P.) così come per le condizioni inidonee dei locali (727 C.P.) poteva invece esservi un sequestro di natura penale. Ad ogni modo il microchip impone un codice di stalla. Quale era la stalla ufficiale dei cavalli nei bugigattoli?

Secondo quanto si è avuto modo di apprendere, potrebbe essere proprio l’ippodromo. Costa troppo, sui mille euro, avrebbe riferito un personaggio che badava al cavallo detenuto in un piccolo locale al buio, senza alcuna circolazione d’aria e nelle disponibilità, a quanto pare, di una persona agli arresti domiciliari. Si tratta di uno dei locali filmati pochi giorni addietro da Edoardo Stoppa nel corso di un servizio mandato in onda da Striscia la Notizia (vedi video). Una situazione, quella delle stalle ballerine, forse più generalizzata del previsto, considerato che già in altro sequestro operato nei mesi scorsi dall’Arma dei Carabinieri (vedi articolo GeaPress) venne trovato un cavallo che correva all’ippodromo. Anche in quell’intervento, congiunto ai medici veterinari dell’ASL, non risultarono evidenze per il maltrattamento così come per le inidonee condizioni di detenzione. Le stalle in questione ospitano ancora una volta cavalli. In quello stesso gruppo di bugigattoli era peraltro già avvenuto un sequestro, questa volta di natura penale. Erano le 9.30 del 25 aprile 2010. La Polizia di Stato intervenne bloccando una corsa clandestina nella circonvallazione cittadina. La strada era bagnata dalla pioggia oltre che intasata dall’evidente traffico di un giorno notoriamente utilizzato per le gite fuori porta.

Qualcosa, però, inizia a scricchiolare ed una nuova indiscrezione giunge in merito ad altro recente intervento, questa volta compiuto dalla Polizia Municipale a Ballarò. Parrebbe che un cavallo rinvenuto all’interno di locali diroccati attigui ad una chiesa in disuso, fosse microchippato. La presenza del microchip impone la registrazione della stalla. Per quel cavallo, però, non trattavasi dell’ippodromo ma bensì della stessa casetta di proprietà comunale. Il proprietario si sarebbe difeso affermando che … tanto era tutto pericolante. Intervenuto l’ufficio dell’edilizia pericolante si sarebbe così appreso di una ordinanza sindacale relativa all’inagibilità dei luoghi. Sia della casetta che della chiesa attigua.

Di certo, nel momento in cui sei cavalli su sette sono microchippati e tutti sono risultati detenuti in locali non conformi al codice di stalla, qualcosa che non va deve pur esserci. Nel caso venisse poi confermato il precedente di Ballarò verrebbe da chiedersi come sia possibile rilasciare il codice di stalla in un locale cittadino (in città in base al Regolamento d’Igiene, sono vietate) e pure di proprietà (pericolante) comunale.

Intanto, ieri, nelle altre stalle nei pressi del luogo dell’intervento, tutto era sospeso nel tempo. Nel senso che i bugigattoli potevano ancora non essere stati aperti, visto il via vai di Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia provinciale e Corpo Forestale della Regione siciliana. Anche queste stalle erano state visitate dalla Forze dell’Ordine (vedi articolo GeaPress) ed anche ieri vi erano calessi uso corsa e carrozze per turisti. Le stesse stalle erano state visitate da Stoppa e trasmesse nello stesso filmato. Stoppa aveva concluso il servizio cercando di raggiungere due ragazzi che, a bordo di uno scooter, trainavano un cavallo. Era in via Mongitore. Anche in quel caso sono intervenuti i Carabinieri. Nel 2007 un cavallo venne ucciso a colpi di fucile dentro una stalla-loculo. Poi, nell’aprile 2011, un altro cavallo ancora. Era solo con la testa, le zampe ed i polmoni, all’interno di un contenitore dell’immondizia (vedi articolo e foto GeaPress)

Resti di macellazione clandestina gettati a ridosso di una scuola elementare. Giorni dopo, mamme, alunni e maestri dovettero inscenare una protesta in strada per far togliere al Comune i resti maleodoranti.

Considerato che Palermo continua ad essere piena di cavalli nei bugigattoli e gli interventi di repressione non mancano, chi è il responsabile di tanto abbandono? Viceversa si potrebbe iniziare a pensare che chissà per quale prerogativa, a Palermo vi sia un solo codice di stalla. Quello della città.

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