GEAPRESS – Ventitre anni, disoccupato ed ora accusato di reati contro la salute pubblica, coltivazione di sostanze stupefacenti e macellazione clandestina. Pietro Cappello (nella foto) è stato tratto in arresto nel corso di una operazione congiunta del NAS di Palermo e dei Carabinieri del Comando Compagnia di Piazza Verdi. Sarebbe lui il responsabile di quanto scoperto in un casolare diroccato ricadente in terreno demaniale dell’ex riserva reale, periferia ovest della città. L’operazione dei Carabinieri, volta all’individuazione e repressione delle stalle abusive in città ed in periferia, ha altresì consentito di scoprire un vero e proprio vivaio per la coltivazione della “Cannabis indica”. Ventisette piante in fiore aventi un’altezza di oltre un metro e mezzo. Luce e riscaldamento, gratis.

L’intera struttura, con annessa stalla e improprio locale mattatoio, era infatti alimentata da corrente elettrica prelevata in maniera abusiva. Serviva ad alimentare lampade, un sistema di aereazione, riscaldamento, due congelatori a pozzetto dove era stata occultata la carne già tagliata per la vendita, oltre ad alcuni frigoriferi del tipo familiare.

Nei locali, vertebre, resti di pelle, cotenna di maiale, parti anatomiche probabilmente di cavallo e … l’alimento. Tranci di carne pari a circa 130 chilogrammi già tagliati per la vendita, oltre che le “stigghiole”, ovvero il budello di ovino da farcire con porri e arrostire per le vie di Palermo.

Nel fatiscente locale adibito alla macellazione, trovati utensili come un martello per stendere la carne, coltellacci, bilancia, ganci metallici ed un bancale. Tutto posto sotto sequestro così come i numerosi animali ritrovati. Si tratta di piccoli animali da cortile più dieci suini, quattro ovini, sette bovini. Tutti sprovvisti della necessaria documentazione sanitaria e dei microchip. Nella stalla erano presenti anche tre cavalli, per due dei quali la  proprietà è in corso di accertamento.

Il valore complessivo del sequestro ammonterebbe, secondo gli inquirenti, a circa 150.000 euro.

Chiamati dai militari, sia i tecnici dell’ASL che gli operai dell’Enel.

Nel gennaio 2010, sempre nella stessa zona della città, i Carabinieri del NAS rinvennero un altro macello abusivo destinato alla commercializzazione di carne di cavallo. Anche in quel caso fu ipotizzato il coinvolgimento di animali provenienti dal circuito delle corse clandestine. Venne altresì riferito della possibile esistenza di una organizzazione che imponesse alle macellerie equine la carne di dubbia provenienza.

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