GEAPRESS – Sono già indagate le stalle i cui liquami vengono fatti fluire all’interno dell’area comunale dell’ex mattatoio di Palermo (vedi articolo GeaPress). Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress le stalle abusive di via Macello, a servizio di calessi e carrozze per turisti, sono già oggetto di indagine dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale. Il tutto a due passi dalle stalle di via Ponte di Mare, poste sotto sequestro, penale ed amministrativo, rispettivamente dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. Ora, in via Macello, ad intervenire nei giorni scorsi sono stati il Corpo Forestale della Regione siciliana e dello Stato. Nel muro di cinta dell’area comunale, hanno trovato un foro dal quale usciva (ovvero entrava nell’area) del liquido maleodorante. Erano i liquami delle stalle abusive. E poi, un altro sequestro ancora. Una discarica di eternit ed elettrodomestici, già sequestrata dal Nucleo Provinciale della stessa Forestale siciliana. Una situazione di totale abbandono. Il Regolamento di Igiene e Sanità prevede il divieto di possedere stalle in tutta la città, mentre il Comune ha pure un Ufficio stalle abusive che forse farebbe bene a chiudere.

A mancare, a Palermo, è la volontà di spazzare via le stalle. Non c’è mai stata, e la colpa è delle Amministrazioni succedutesi. Questo perchè la stalla abusiva è un pò come il fruttivendolo abusivo in ogni angolo di strada. I Vigili arrivano, sequestrano cavoli e carciofi e l’indomani, se non poche ore dopo, il fruttivendolo è di nuovo lì. Come i cavalli. Corse ufficiali, strada per turisti e corse clandestine, infine il macello. Anche se li porti via, il giorno dopo ne arriva un altro per poche centinaia di euro. I guadagni, però, specie con i turisti, sono elevati. Per attenderli, all’attracco delle navi da crociera, gli “gnuri”, ovvero i conducenti di carrozza, si piazzano fin dalle due del mattino. Poi, fin quando la nave parte, ovvero nel tardo pomeriggio, il cavallo, estate come inverno, lavora. Ora sembra che il problema sia il microchip. Prima non l’aveva nessuno, ora, invece, anche le stalle abusive, hanno iniziato ad utilizzarlo. Al controllo è tutto a posto, ed il cavallo … rimane nella stalla lager.

LA MANIFESTAZIONE
Questo e tanto altro ancora è stato urlato, ieri pomeriggio, dai megafoni della manifestazione indetta da LIDA ed OIPA, contro le corse clandestine. Un centinaio di animalisti, hanno ancora una volta gridato il loro sdegno contro un fenomeno di rilevanza nazionale, ma sostanzialmente ignorato. La politica non si è neanche accorta di avere riformato il Codice della Strada senza vietare lo sfrecciare dei calessi finache in ambito urbano. Un centinaio di animalisti che, a Palermo e poi su un tema come le corse clandestine, equivalgono a migliaia. La solidarità dei passanti è stata più volte manfesta, ad iniziare dal parcheggiatore (ovviamente abusivo) di piazza Politeama, dove, intorno alle 17.00, è partito il corteo.

Le foto dei cavalli morti per le strade della città, le ragazze ed i ragazzi di LIDA ed OIPA, le bandiere della LAV. Poi dal megafono la storia dei tanti cavalli che furono. E’ stata letta pure la risposta del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini all’interrogazione parlamentare presentata dell’On.le Elisabetta Zamparutti proprio sul fenomeno dei calessi clandestini. Non è possibile vietare la strada ai calessi perchè lo prevede il Codice della Strada. “Ma dov’ erano i politici?”, urlano dal megafono. “Nessuno si è accorto della realtà“. E poi: “cosa significa che non si può modificare il Codice della Strada, perchè le strade ai calessi sono previste dal Codice della Strada?”

Durante una pausa sullo sfondo di Palazzo Pretoria, sede del Comune di Palermo, i nuovi trambiccoli motorizzati che potrebbero sostituire i cavalli. Portano i turisti, ma anche qui il Comune è lontano, anzi lontanissimo. “Se proprio non gliene importa niente dei cavalli, incentivino almeno i nuovi mezzi per i turisti”. Poi un signore si avvicina alle volontarie della LIDA. Dice che i proprietari di cavalli di Palermo, vogliono bene ai loro animali, li trattano come figli, chi non vive con loro non può capire. Ovvero le stesse cose che dicono tutte le persone appartenenti a categorie che sfruttano animali.

Alle 20.00, difronte la cattedrale cittadina, ed a due passi da decine di stalle, la manifestazione si conclude. Il caldo appiccicoso di Palermo non è riuscito a squagliare il corteo. Ci sono quasi tutti e ad attenderli un rinfresco offerto da Vegusto. 

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