GEAPRESS – Correvano anche all’ippodromo di Palermo, alcuni dei cavalli sequestrati dal Comando Provinciale dei Carabinieri, in quattro stalle cittadine. Almeno uno dei cavalli, infatti, risulterebbe negli elenchi ufficiali della struttura palermitana alla quale, intanto, sono stati affidati i sei cavalli sequestrati nelle stalle di Sant’Erasmo e Borgo Nuovo. Ai proprietari, quattro nullatenenti che poco temeranno la sanzione amministrativa finora contestata, potrebbero però a breve ritornare in possesso degli animali. Questo perché, secondo quanto appreso da GeaPress, non vi è stata uniformità di vedute con i Veterinari dell’ASP di Palermo, sulla possibilità di contestare il reato di maltrattamento di animali. In pratica, come comunicato dai Carabinieri, per i sei cavalli è scattato solo un sequestro di natura amministrativa, dal momento in cui le stalle erano abusive con l’aggravante di condizioni igienico sanitarie pessime. In pratica, i proprietari, appena troveranno un posto alternativo, magari un recinto da affittare all’ippodromo, potranno nuovamente rientrare nel pieno possesso degli animali.

Non solo, una delle stalle poste sotto sequestro, ovvero quella di Sant’Erasmo, era già stata sequestrata nell’aprile 2010 sempre a seguito di una corsa clandestina. La cronica inefficienza dell’Amministrazione comunale di Palermo, che avrebbe dovuto provvedere alla bonifica di un luogo peraltro occupato abusivamente, ha comportato che questo continuasse ad essere utilizzato probabilmente anche prima del dissequestro. Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress parrebbe che sia ora in programma un incontro con la Polizia Municipale. Speriamo. Nelle stalle sono stati trovati farmaci privi della prescrizione veterinaria, boccette per le flebo, integratori vitaminici ed anti infiammatori. Ovviamente nessuna autorizzazione per gli scarichi.

Intanto i Carabinieri hanno messo a segno un ottimo colpo nello svelare il mondo delle corse clandestine di cavalli a Palermo. Il livello sicuramente più elevato, fatto di cavalli regolarmente denunciati e che corrono all’ippodromo. Poche stalle specializzate sia nelle corse a calesse che al trotto, su un mare di strutture, sempre abusive, che detengono cavalli finanche in box auto. Equini prelevati spesso negli ippodromi ufficiali e sfruttati in strada nelle corse clandestine e per le carrozze dei turisti. Centinaia di cavalli prigionieri di Palermo. Vengono poi venduti ai macelli clandestini ad un prezzo più o meno pari a quello di acquisto. Ovvero tra gli ottocento ed i mille euro, come ora confermato dagli stessi Carabinieri.

Un’ operazione importante che si scontra però con tutte le inefficienze delle amministrazioni comunali e non solo. Il principale motivo per il quale il fenomeno della corsa clandestina è così diffuso, è nel Codice della Strada. Questo consente l’uso del calesse finanche in pieno centro cittadino e guidato da minorenni (vedi articolo GeaPress). Gli stallieri devono ogni giorno allenare i cavalli. Senza la disponibilità delle strade, anche la corsa clandestina sarebbe in grave sofferenza. Purtroppo, anche nel mondo animalista, quando questa estate venne definitivamente approvato il riformato Codice della Strada, nessuno ha denunciato la grave incongruenza. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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