GEAPRESS – GeaPress, l’aveva annunciato ieri mattina, praticamente in diretta (vedi articolo GeaPress). Un’ operazione di Polizia in corso intorno alle 10.10, nel mercato degli uccellatori che ogni domenica mattina si svolge a Ballarò, quartiere storico di Palermo. Le “guardie” erano arrivate per i cardellini, specie particolarmente protetta dalla legge, ed è stato subito il fuggi fuggi generale. Ad intervenire, ieri mattina, i Carabinieri della Stazione di Porta Montalto ed il Corpo Forestale della Regione Siciliana (Distaccamento di Palermo – Villagrazia). Purtroppo i bracconieri sono scappati, tant’è che è stato possibile sequestrare, ad ignoti, appena venticinque cardellini tenuti in due gabbie. Gli animali sono stati liberati nel demanio forestale di Valle Giorgia. WWF, LIPU e Legambiente, nei giorni scorsi, avevano denunciato il tutto al Prefetto di Palermo ed alle massime Autorità di Polizia della città.

GeaPress è venuta in possesso di una sequenza fotografica che mostra i bracconieri appena si sono accorti della presenza delle “guardie”. Arriva come un lampo, infatti, la voce che al mercato ci sono gli “sbirri”. A comunicarlo sono gli stessi negozianti, dove spesso si rifugiano gli uccellatori in fuga. Uccellatori, come ricettatori o spacciatori. La piazza è ancora abbastanza sicura ed il muro di omertà è pressoché totale. Il primo uccellatore (foto 1) getta a terra dei sacchetti di plastica dove stava sistemando del mangime, e si allontana dalla gabbia rettangolare disposta quasi ai suoi piedi (visibile nella foto) dove sono rinchiusi i cardellini. Se i Carabinieri o la Forestale arrivano a lui, dirà che non è il proprietario della gabbia. Poi, un forte “lassali iri” (lasciali andare) rivolto ad altri due uccellatori (foto 2 – 6). Il primo con il giubbotto colore crema, tentenna. Si gira da una parte e dall’altra. Lui è troppo scoperto e si spaventa che gli “sbirri” gli siano già arrivati addosso. Il secondo uccellatore, più nascosto, tenta la fuga con la gabbia coperta da un panno bianco. Si volta prima alla sua sinistra e poi a destra da dove, in borghese, stanno arrivando Carabinieri e Forestale. Alla fine fuggirà con i cardellini. Purtroppo, stante quanto appreso da GeaPress, nessuno è stato denunciato. L’unico deterrente per queste persone è il sequestro degli uccellini, ovvero il danno economico. La legge sul maltrattamento degli animali ed i reati venatori sono prive di significato pratico. Si paga la sanzione (che verosimilmente non si riuscirà neanche a notificare) e si riprende d’accapo.

Qualcosa, però, evidentemente scricchiola sul fronte degli uccellatori. O forse qualcuno non vuole rimetterci per tutti. C’è chi vende cardellini di cattura, c’è chi propone a costi ben più alti gli incroci allevati di cardellino selvatico e canarina e c’è chi vende canarini e pappagallini. Finanche papere e pulcini. GeaPress vi offre uno spaccato del mondo degli uccellatori.

Chi parla, ovviamente con un nome di fantasia, è parente di un allevatore di canarini e pappagallini. Suo zio vendeva a Ballarò e credeva di essere esente dagli interventi delle Forze dell’Ordine indirizzate, secondo lui, solo a chi vendeva anche uccelli di cattura. Ed invece, pochi anni addietro, i Carabinieri gli hanno sequestrato tutto. Le prime volte affidando a strutture specializzate i canarini e successivamente dandoli a lui in custodia giudiziaria. Poi si è stancato ma altri, sia con i canarini allevati che con i cardellini di cattura, hanno continuato.

Anzi, a sentire “Gino”, sono proprio alcuni aspetti insoliti prima dell’intervento della “Guardie” a fare scappare gli uccellatori. Gino è una miniera. Parla dei cardellini che finiscono in nord Italia, dei contatti con i bracconieri bresciani (gli uccellini vengono venduti per la polenta e osei) e di un sequestro di anellini utilizzati per spacciare, come nati in cattività, gli uccellini di cattura. Lui però dice che con questi non faceva affari. Tra i bracconieri c’è, anzi c’era, lo zoppo. Lui era uno specialista. Faceva solo questo lavoro ereditato dal padre. Ci sono poi i vaccari, ovvero gli allevatori di mucche, lungo il fiume Oreto. Loro fanno anche altri lavori e sono, dice sempre Gino, abbastanza pericolosi. Entrano ed escono di galera, ed a Ballarò hanno i posti migliori.

Una volta un certo Davide, riuscì a scappare. Mollò i cardellini e si nascose dentro al bar. Io ero lì, ci dice Gino. “Mi faceva una rabbia da morire. Poi vidi uscire Davide e con la testa bassa piano piano si avviò verso l’uscita del mercato. Mi avvicinai ai Carabinieri e gli dissi che gli stava scappando. Loro iniziarono a seguirlo ma lui si infilò non visto dentro una taverna. Feci cenno ai Carabinieri ma non lo presero. Ho saputo dopo che appena entrato si era tolto il giubbotto ed il negoziante gli diede un grembiule da cucina. I Carabinieri chiesero chi fosse il proprietario del giubbotto ma nessuno, ovviamente, ne sapeva niente. Io non potevo più fare niente, quelli mi ammazzano. Davide aveva ancora il fratello in galera, credo perché aveva venduto auto rubate o droga, non ricordo più. Lui lavorava con il nonno. Poi il vecchio ebbe un infarto e Davide continuò per i fatti suoi“.

A Ballarò ci sono anche quelli che vengono da Termini Imerese e, soprattutto, da Partinico e Borgetto. Ma i contatti li hanno ovunque. Tramite un contatto a Siracusa gli uccellini arrivano anche a Malta. Gli animali vengono attirati nelle reti con i semi di ortica se d’inverno, e con l’acqua d’estate. Nel primo caso sono grandi reti e si aspetta che si posino più cardellini. Nella bella stagione, invece, si usano reti più piccole e si eseguono tante piccole tirate. Un cardellino viene venduto, a secondo dei periodi, tra le sette e le quindici euro, ma se un allevatore riesce ad incrociarlo con un canarino e prende un buon canto si parte da non meno di duecento euro. Molti, infatti, allevano sia uccellini domestici, come i canarini, che quelli di cattura.

Poi “Gino” ha buttato la spugna, ma gli fa rabbia vedere cosa succede ogni domenica mattina a Ballarò. Eppure, come in quest’ultimo caso, un intervento di Polizia è cosa molto difficile da organizzare. I bracconieri sono ben protetti e lo “sbirro” come “il cane sguinzagliato”, viene subito riconosciuto e segnalato, anche se con vestiti borghesi. Quando i Carabinieri riuscivano a fermarli, venivano eseguite le perquisizioni domiciliari. Lì erano dolori, e molti si sono attrezzati con luoghi diversi dalla propria residenza, dove tenere gli uccellini. Occorrerebbe seguirli, individuare come e dove lavorano. Ma nel nostro caso sembra di essere ancora all’anno zero, o quasi. Chiediamo infine a “Gino” perché suo zio, a parte i sequestri, non va più a Ballarò. “Mio zio è morto“. (sic!). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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