GEAPRESS – Stamani alle ore otto, decine di forestali del Distaccamento di Villagrazia (PA) e Poliziotti del Commissariato P.S. “Oreto-Stazione” hanno compiuto una irruzione nel mercato palermitano di Ballarò, ove ogni domenica mattina, nel più totale sfregio delle leggi vigenti, vengono venduti animali apparteneti a specie selvatiche protette ma anche allevate in cattività.

Tra il fuggi fuggi generale sono stati individuati tre uccellatori che sono stati denunciati per detenzione e vendita di fauna protetta. In tutto sono stati sequestrati due cardellini detenuti in singola gabbia, trenta cardellini di cattura detenuti in due gabbie, più altri 25 cardellini detenuti in sette gabbie di legno. Sono stati, inoltre, sequestrati due cardinalini del venezuela, tre diamantini e due parrocchetti. Tutti gli animali che appartenevano alla fauna selvatica sono stati già liberati (vedi foto gallery) presso il Demanio Forestale di Valle Giorgia.

L’illegalità diffusa che ogni domenica mattina si registra nel mercato di Balllarò è testimoniata proprio da quest’ultimo sequestro che fa seguito a quelle operato, appena domenica scorsa, dai Carabinieri della Stazione di Porta Montalto (vedi articolo GeaPress). Più volte i rappresentanti cittadini di WWF, LIPU e Legambiente hanno scritto al Prefetto ed alle massime Autorità di Polizia di Palermo, chiedendo costanti controlli nel mercato. I volontari delle tre Associazioni, infatti, controllano periodicamente il luogo segnalando di volta in volta gli abusi perpetrati. Uccellatori di fauna selvatica ma anche allevatori di canarini e pappagallini. I primi catturati illegalmente, mentre i secondi (come del resto anche nel caso della fauna selvatica) venduti senza alcuna licenza.

Ringraziamo le Forze dell’Ordine per quest’ultima operazione. Nei giorni scorsi – hanno dichiarato in una nota congiunta LIPU, WWF e Legambiente – siamo stati convocati presso la Questura di Palermo al fine di meglio confrontarci su un problema, quale quello del mercato degli uccelli di Ballarò, che non ha più, per sistematicità e giro d’affari, alcun altro esempio in Italia“.

Secondo le tre Associazioni bisogna applicare, come già fatto da altre parti, tutti i mezzi che la legge mette a disposizione, ivi comprese le perquisizioni domiciliari ed il sequestro dei mezzi utilizzati per portare a compimento il reato, tra cui le automobili. Solo in questa maniera, colpendoli pertanto sul valore economico, si potrà sperare che i bracconieri a poco a poco demordano. Viceversa, con un cardellino venduto fino a venti euro (nel mercato, ogni anno, se ne vendono decine di migliaia) e gli icnroci fino a 250 euro, vi è ben poco da sperare che possano mollare la presa. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).    
 
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