GEAPRESS – Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, l’ippodromo di Palermo sarebbe sotto inchiesta da parte del NAS dei Carabinieri. I militari avrebbero in modo particolare riscontrato la presenza di cavalli dopati e di almeno una persona che avrebbe abusato della professione veterinaria. Sostanze illecite, dunque, e potenzialmente pericolose. Ancor di più, poi, se a decide le somministrazioni lo fa chi non è fornito di competenze professionali.

Un fatto, quello del doping, che potrebbe essere intrecciato a doppio filo con le gare truccate che già nel recente passato, secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno fatto gola al clan dei Lo Piccolo. Quest’ultimo, poi, secondo il pentito Manuel Pasta, avrebbe preteso dall’ippodromo finanche il pagamento del pizzo.

Un mondo spesso ambiguo, quello delle gare ufficiali e che proprio a Palermo ha portato nel passato agli interventi di sospensione dell’attività da parte della Prefettura. Questo proprio a seguito dei sospetti di infiltrazioni della criminalità organizzata.

Dalle scuderie dell’ippodromo, del resto, provengono i cavalli dismessi e poi riciclati nella corse clandestine e per le carrozze dei turisti della città. Animali che intorno ai tre-quattro anni di vita, presentano tempi troppo lunghi per la pista palermitana e vengono così venduti ad un prezzo variabile tra gli 800 ed i 1000 euro.

In alcuni casi, poi, si ha il fenomeno opposto. Recentemente, infatti, (vedi articolo GeaPress) nel corso di un’operazione condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo ai danni di alcune stalle specializzate nelle corse clandestine, è stato rinvenuto almeno un cavallo (su sei sequestrati) iscritto negli elenchi dell’ippodromo. La fatiscente stalla, vicino al Foro Italico di Palermo, dove era detenuto il cavallo corridore, era stata peraltro oggetto di altro sequestro nell’aprile 2010.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).