GEAPRESS – Lo spettacolo andrà in onda probabilmente fino a martedì. Difronte una delle gelaterie storiche della città, tra sorbetti che profumano di mandorla e gelsomino, c’è un cavallo che si fa sentire. E’ lì da stamani ed oggi, per la prima volta chissà da quanto tempo, un calesse da corsa al Foro Italico di Palermo, non si vede. “Ci sono i puntunieri“, ovvero i Vigili Urbani, ci dice un signore in motorino. Ed in effetti le stalle lì vicino, anche quelle dei luoghi degli scorsi sequestri dei Carabinieri (vedi articolo GeaPress), di nuovo con i cavalli, oggi sono apparentemente chiuse. Le saracinesce sono appena alzate, quando basta per fare entrare un poco d’aria. Forse qualche cavallo è stato già allontanato. Non si sa mai.

Intanto, l’ennesimo cavallo dei calessi autorizzati dal Codice della Strada (vedi articolo GeaPress) è andato a morire di domenica, in una delle passeggiate di Palermo. Un cavallo ormai vecchio, hanno detto i servizi veterinari dell’ASL, sicuramente non più utilizzato per le corse. Non aveva microchip e rimarrà lì finchè il Comune di Palermo appalterà ad una ditta di Catania, il recupero e lo smaltimento. Il Comune non fa più questo servizio, gli animali possono marcire in strada. Gli operari dall’AMIA, possono limitarsi a transennarlo e coprirlo pietosamente con una tovaglia da tavolo.

Poco dopo giungono i volontari della LIDA (Lega Italiana Diritti Animali). “Sono indignata ed amareggiata – dichiara a GeaPress Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – Qui non cambia niente. Il Comune cosa fa? Cosa aspetta ad abbattere le stalle abusive? A Roma perchè non cambiano il Codice della Strada e vietano la strada ai cavalli?”

A vegliare sull’ennesimo cavallo morto in strada saranno i Vigili Urbani. Rimarranno finchè non arriverà il mezzo autorizzato. Nel frattempo ai palermitani verrà sbattuto in faccia (e sotto il naso) il vero volto della loro città. Meglio lì, che in una anonima e poco frequantata periferia.

Migliaia di cavalli al chiuso di stalle bugigattolo. Comprati per poche centinaia di euro da chi corre all’ippodromo, spremuti in strada per le carrozze dei turisti e le corse clandestine (in molti casi le stalle coincidono) e poi macellati (vedi articolo GeaPress).

Eppure dopo l’incidente dello scorso marzo (vedi articolo GeaPress), quando un cavallo delle corse clandestine finì su una macchina ferma al semaforo, sembrava che qualcosa potesse cambiare. La morte di quel cavallo (secondo indiscrezioni apprese da GeaPress, proveniente da una stalla del mercato storico della Vucciria) fece effetto. Si seppe poi che il cavallo, ferito e rimasto penzoloni sul tetto della macchina, venne tirato in terra ed ucciso con un foro alla giugulare (vedi articolo GeaPress).

A quanto pare da Roma arrivarono disposizioni. Le stalle, almeno alcune, vanne chiuse. Peccato però che senza cambiare il Codice della Strada, a poco serve. Finchè sarà consentito l’uso ai calessi, ben poco si potrà fare. Il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, rispondendo ad una interrogazione dell’On.le Elisabetta Zamparutti sull’uso dei calessi in centro urbano, scrisse (vedi articolo GeaPress) che non era possibile impedirlo perchè in contrasto con il Codice della Strada! Questo anche quando in una città come Palermo, a parte 44 carrozze per turisti non vi sono altri significativi usi di veicoli trainati dai cavalli. A parte i moltissimi delle corse clandestine, tuonò la LIDA anche nel corso di una manifestazione contro le corse (vedi articolo GeaPress).

Ora siamo di nuovo al punto d’inizio. Il cavallino nero, ormai anziano, è stramazzato al suolo perchè sotto sforzo. Non c’è stato bisogno, in questo caso, di bucare la giugulare. E’ lì, al Foro Italico di Palermo. Le macchine passano con i finestrini chiusi e l’aria condizionata a palla. A Palermo, già all’alba, il sole estivo batte forte. Tra i sorbetti alla mandorla e al gelsonino, rimarrà per chissà quanto tempo il cavallino nero di Palermo. Sarà vegliato dai Vigili Urbani. 

VEDI FOTOGALLERY – ATTENZIONI IMMAGINI FORTI:


 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati