GEAPRESS – È stato recuperato già ieri, e dopo “appena” venti ore, il cavallo stramazzato in terra nel Foro Italico di Palermo (vedi articolo GeaPress), a due passi dai tavolini delle gelaterie frequentate dalla borghesia palermitana. In fretta ed in furia, o quasi, il Comune ha fatto arrivare la ditta specializzata che ha recuperato la carcassa. Poi è stata pulita la strada ed infine, la passeggiata senza brutture sotto occhi e naso, è stata ripresa.

Intanto qualcuno inizia a spifferare. Il cavallo proverrebbe da un posto molto vicino, forse dello stesso quartiere Kalsa, dove vi sono alcune stalle che detengono anche pony per i giri a pagamento dei bimbi delle ville di Palermo. Di certo, ieri mattina, le stalle erano tutte chiuse. Saracinesche semi abbassate, ma non in segno di lutto. Solo per il timore che l’indignazione di un cavallo morto nella storica passeggiata cittadina, potesse resuscitare l’interesse del Comune.

Il cavallino nero, era un animale anziano, non più utilizzato per le corse. Sarebbe morto per una colica e lo smaltimento costa troppo. Chissà perchè non è stato macellato. Poi, il cavallo, era senza microchip. Del resto serve a rintracciare il padrone e la stalla, sempre abusiva. Tanto non controlla nessuno ed un’ordinanza sindacale che vieta la presenza di stalle nel perimetro urbano rimane, così, lettera morta.

A terra, dove è morto il cavallo, non c’è traccia di segni di zoccoli, né tanto meno di calesse che ha urtato l’asfalto durante la caduta del cavallo. Il cavallo, cioè, potrebbe essere morto altrove e sbarazzato velocemente nel cuore della notte. Non c’erano neanche deiezioni, cosa che, in punto di morte, accade. Ed allora? Il cavallo è finito nella discarica di Palermo, dove l’AMIA, l’Azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti, ha avuto tolto questo obbligo dal suo contratto di servizio. Interviene solo per gli animali di piccola taglia, tipo cani e gatti, che vengono consegnati ad una cella frigorifera presso il canile municipale.

Quando si riempe arriva la ditta privata, come quella che ieri è venuta a ritirare il cavallo del Foro Italico. Gli stessi cittadini, ai quali muore un cane o un altro animale domestico, non possono più rivolgersi al canile municipale, come prima avveniva. Provvedono anche qui i privati, ovviamente a pagamento. Una istigazione, quasi, al fai da te cimiteriale. Buche un pò ovunque, e cani e gatti seppelliti nei rimboschimenti attorno Palermo. Se per un cane si parla di una tariffa minima di sessanta euro, figuriamoci per un cavallo che arriva a pesare venti volte di più.  

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