GEAPRESS – La cosa più raccapricciante erano le centinaia di chili di budelli ammassati in condizioni igieniche disastrose. Sarebbero finiti nei numerosi chioschi di Palermo dove vengono vendute “stigghiole” e “pane con la milza” ed in aggiunta “frattaglie”, ovvero la cosiddetta “quarume” fatta imbottendo panini con budella fumanti … di fermento.

Il tutto in un vero e proprio … budello di via, ricavato tra le mura perimetrali delle palazzine a più piani dei seppellimenti del cimitero di Sant’Orsola e la vallata del fiume Oreto. Un incubo di posto, quello di via Buonpensiero, ora venuto a galla grazie al blitz del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Palermo.

Nei congelatori centinaia di chili di intestini, polmoni, milze, e teste di bovino. Colti da improvvisa amnesia i proprietari dei locali che non hanno saputo giustificare l’origine degli … alimenti (sic). Stesse dimenticanze anche sulla provenienza degli animali vivi. Via Buonpensiero presenta, infatti, una fila di casupole adibite a stalla più un ampio terreno recintato. Da lì sono saltati fuori ben 30 suini, 7 bovini, 3 cavalli e numerosi volatili da cortile, custoditi in condizioni disastrose dal punto di vista igienico e di mancato benessere per gli animali.

Già nel passato, negli stessi luoghi, erano stati sequestrati cani da caccia e refurtiva. Alcune casupole risultavano anche adibite a pensione abusiva per cani, riferibile all’ex gestore di un negozio di animali ora chiuso. Per quanto riguarda il sequestro odierno pure la ciliegina dell’imprenditore zoomafioso. Una trentina di cardellini, specie particolarmente protetta dalla legge, rinvenuti al chiuso di una gabbia. I piccoli uccelli canori erano quasi sicuramente detenuti in attesa della vendita nel mercato degli uccellatori che ogni domenica mattina si svolge nel quartiere di Ballarò.

Ad aggravare la già disastrosa situazione igienico sanitaria, la presenza degli stessi intestini di bovini, peraltro solo in parte congelati, vietati all’uso alimentare in virtù delle note misure anti-bse, in quanto pericolosi (classificati come categoria 1) per la salute pubblica.

Ad essere denunciati sono stati quattro soggetti tra cui il proprietario del terreno dove era stata allacciata la corrente in maniera del tutto abusiva così come lo erano gli scarichi dei reflui. Tutti denunciati per violazione dei reati previsti in materia di lavorazione (sono stati rinvenute le attrezzature per la bollitura della carne) e vendita di sostanze alimentari nonché in materia di protezione di fauna selvatica.

L’intervento dei Carabinieri fa seguito ad altre operazioni, sempre dell’Arma di palermo, dove sono stati rinvenuti animali utilizzati da ambiente malavitoso. La corsa clandestina di cavalli recentemente bloccata nel palermitano (vedi articolo GeaPress) era stata da poco preceduta da altro analogo intervento nella circonvallazione del capoluogo (vedi articolo GeaPress). Un macello clandestino era stato invece trovato appena pochi giorni prima a Bagheria (vedi articolo GeaPress), così come numerosi box con cavalli utilizzati per le corse clandestine erano stati sequestrati nella periferia della città (vedi articolo GeaPress). Significativo, inoltre, il sequestro del cavallo da corsa Irak (vedi articolo GeaPress) operato dai ROS ai danni di un prestanome della famiglia mafiosa Madonia – Di Trapani.

L’ ampia zona di degrado, teatro di quest’ultima operazione dei Carabinieri, si ricollega all’abbandono della vallata dell’ Oreto di fatto messa in atto dall’amministrazione cittadina. All’abbattimento delle casupole-stalla disposte sugli argini nei pressi di via Oreto (avvenuta dopo l’uccisione del cugino del pentito di mafia Scarantino) non ha fatto seguito alcun intervento di bonifica e ad oggi l’intera zona è adibita a discarica abusiva di materiali pericolosi, tra cui amianto. In questo degrado operano alcuni pescatori che, sotto il ponte di via Oreto, prelevano in maniera del tutto illecita carpe, anguille e finanche rane, utilizzate per l’alimentazione umana. Nei pressi della foce, poi, permangono numerosi scarichi fognari oltre alle stalle abusive di cavalli da corsa più volte sequestrate e sempre operanti. E dire che in quei luoghi è previsto il Parco dell’Oreto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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