GEAPRESS – Ieri sera, intorno alle ore 22.00, una corsa clandestina di cavalli si è svolta a Palermo nella Circonvallazione cittadina nel tratto compreso tra via Oreto e Ponte Corleone. All’altezza dei due cavalcavia di Bonagia, la corsa potrebbe essere stata intercettata dalla Polizia di Stato (dagli Uffici della Questura non è stato però possibile averne conferma), dal momento in cui alcune Volanti sono state viste sfrecciare sia lungo la tangenziale che in alcune traverse dalle quali è probabile che i cavalli possono essere stati fatti uscire in prossimità della fine del percorso. Il tratto di strada è rimasto bloccato per almeno dieci minuti.

Il primo tratto della Circonvallazione cittadina, in quel punto una sorta di autostrada urbana ideale proseguimento della A19 Palermo-Catania, è spesso utilizzato per le corse clandestine. Si tratta di un percorso di circa quattro chilometri, in buona parte in salita. I cavalli, oltre che dalle frustrate dei fantini, vengono incitati dalle urla dei partecipanti e dal suono dei clacson. Il mantenersi delle corse in strada è dovuto soprattutto dal permissivismo del Codice della Strada (vedi articolo GeaPress) che non vieta, anzi autorizzata, l’uso di mezzi idonei alla corsa con calessi. Basta avere quattordici anni per potere condurre un calesse da corsa nel pieno traffico cittadino, fatto questo che ha generato in molte città del sud Italia una vera e propria esplosione di stalle clandestine che ha in Palermo il suo culmine (vedi dossier video GeaPress). E’ vietata, ovviamente la corsa fuori dagli ippodromi, ma le pene sono in questo caso molto blande. La Legge sul maltrattamento degli animali può intervenire solo se è dimostrato che sia stato messa a rischio l’incolumità fisica dell’animale, mentre il Codice della Strada punisce in maniera blanda solo gli organizzatori.

Dietro le corse, notoriamente, vi sono interessi di sicuro livello mafioso, ma è pur vero che esse inglobano anche il primario strato di degrado da dove poi si elevano interessi di ben altro spessore. In tale contesto si inquadra un giro minore di cavalli da corsa che fa capo direttamente ai vetturini della carrozze per i turisti, così come ben evidenziato dalla Tv di Stato Svizzera (vedi articolo GeaPress) in un recente reportage sull’ambiente delle corse clandestine girato a Palermo da Valérie Dupont (nella foto con il cameraman) e del quale GeaPress aveva pubblicato una anteprima relativa proprio alle carrozze che attendono ogni martedì i croceristi al porto di Palermo (vedi anteprima porto). Delle corse clandestine di cavalli se ne era occupato questa estate anche il Tg1 con un servizio di Roberta Badaloni (vedi articolo GeaPress) che evidenziò in particolare una stalla, sempre abusiva, specializzata sui cavalli da corsa.

La misera vita di questi cavalli inizia all’ippodromo, dove vengono acquistati per poche centinaia di euro intorno ai tre-quattro anni. Riciclati in strada spesso per un uso misto carrozze per turisti-calesse da corsa, finiscono venduti come carne da macello più o meno allo stesso prezzo di acquisto all’ippodromo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).