GEAPRESS – Il territorio del Capoluogo siculo, mai come negli ultimi anni, mostra frequentemente e trasversalmente scenari inquietanti. Discariche a cielo aperto, parti di cavallo carbonizzate e randagi fra la monnezza ne sono una chiara ed inequivocabile testimonianza.

Sembrerebbe un film dell’orrore, ma è quanto hanno visto ieri, con i propri occhi, in via Linea Ferrata, località Pezzingoli nel Comune di Monreale (PA), i volontari che si recano abitualmente da quelle parti, per rifocillare animali affamati, che sostano sul ciglio della strada, forzati habitué della spazzatura, alla disperata ricerca di un boccone e in trepida attesa che arrivi, puntuale, un cuore umano, apposta per loro. Se la presenza dei randagi, così come quella della monnezza, dappertutto, è storia tristemente nota, risulta certamente meno frequente trovare, disseminati dietro i cassonetti colmi di spazzatura, pezzi di cavallo, di cui testa e zampe ancora riconoscibili, benché carbonizzati.

Non è da escludere che si tratti di un cavallo macellato clandestinamente. Lo farebbe presupporre la presenza della testa e delle parti distali degli arti. E’ già successo, a Palermo, in via Mongitore (vedi articolo GeaPress). Certo, però, che la città e i suoi dintorni danno adito a non poche ipotesi. Proprio ieri un comunicato della Questura ha riferito quanto anticipato da GeaPress (vedi articolo GeaPress) in merito ad una grossa operazione di controllo per la salvaguardia della salute dei cavalli. Per la Questura trattasi di animali spesso impiegati in estenuanti operazioni di traino di calessi da spregiudicati cocchieri.

Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, con l’ausilio di personale veterinario dell’ASP di Palermo hanno controllato 20 carrozze. Sono stati sequestrati due cavalli per motivi sanitari, in un caso si è proceduto al sequestro di documentazione sanitaria falsa, e sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 10.000,00 euro, per inosservanza del Regolamento Comunale e per assenza di certificato di origine dell’equino.

A Pezzingoli, intanto, la spazzatura si trova sparpagliata per strada, visibile molto più che all’interno degli appositi cassonetti, i randagi si moltiplicano, partorendo cucciolate numerose e innescando un circolo vizioso, di cui tutti sono a conoscenza ma di cui nessuno, a partire dai Comuni, si occupa e preoccupa, facendo carta straccia di leggi e regolamenti, rendendoli misera lettera morta.

Nel marasma di questo inspiegabilmente “lecito”, accettato laidume, risulta possibile, ma non per questo giustificabile, trovare carcasse di ogni genere animale, spesso arse del tutto e fatte a pezzi qualche ora prima, costituendo, per ciò stesso, indice e traccia di evidenti attività illecite.

I ragazzi, volontari della LIDA Palermo, hanno sporto regolare denuncia dei fatti, recandosi al Comando Stazione dei Carabinieri di Monreale, sottolineando, peraltro, l’inizio di una grande battaglia in questa direzione.

A breve – dichiara Giusy Caldo, consigliere della LIDA Palermo – la nostra Associazione inoltrerà un esposto alle autorità preposte, al fine preciso di far cessare questo genere di situazioni incresciose.

Episodi del genere – sottolinea Marilena Oddo, volontaria della LIDA Palermo – attestano la nostra impotenza dinanzi alla realtà quotidiana, affliggente nonché lacerante. Lottiamo – continua la Oddo – contro l’indifferenza generale, dall’alto come dal basso. Crediamo nella giustizia, ben consapevoli che di rado, purtroppo, si innescano quei dovuti procedimenti penali, tali da perseguire e punire chi ha precise responsabilità”.

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