GEAPRESS – Bande di latino americani con i loro rituali di affiliazione e spedizioni punitive per chi non rispettava le regole. Secondo la Questura di Milano, intervenuta stamani con un’ampia operazione coordinata dal Commissariato Mecenate, le bande sarebbero organizzate in una struttura dai connotati mafiosi. In Sud America sono le “pandillas” consorzi criminali, spesso costituiti da giovanissimi, dediti alle estorsioni ed al traffico di droga. Decine di migliaia, secondo il Dipartimento di Stato americano.

Secondo le prime informazioni diffuse dalla Questura sarebbero numerose decine le persone interessate dalle ordinanze di custodia cautelare. Tra questi anche minorenni. I controlli sono estesi in tutte le provincie lombarde, ma anche nel Lazio e Piemonte. Oltre un centinaio le persone denunciate in stato di libertà.

Le bande sembrano godere di solidi appoggi, oltre che in America Latina, anche in alcuni paesi europei. Per importare la droga avevano utilizzato un sistema non nuovo. Dal Messico venivano inviati cani di grossa taglia dove, nell’intestino, erano stati convogliati ovuli pieni di cocaina. Al loro arrivo in Italia sarebbe poi avvenuto un rudimentale prelievo degli ovuli, con conseguente morte del cane.

L’ovulo, alla spedizione, veniva avvolto in più stradi di diverso materiale, impenetrabile ai raggi X. In questa maniera, ai controlli aeroportuali, nulla era visibile.

Le indagini del Commissariato Mecenate si sono avvalse anche di intercettazioni ambientali e telefoniche. In tal maniera è stato possibile  ricostruire l’organizzazione delle bande operanti nel milanese. Tra i video, anche le operazioni punitive nei confronti di ex affiliati. Calci e pugni, compiute da più persone nei confronti di un singolo soggetto.

In Italia non è la prima volta che vengono trovati cani utilizzati come vettori di droga. E’ già successo in Toscana, anche se in questo caso non sembrano essere stati trovati collegamenti con bande latino americane. Cani che comunque venivano poi operati in maniera più professionale. Nel caso di Pontedera (vedi articolo GeaPress), è sembrato dovesse trattarsi di un piccolo spacciatore.

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