GEAPRESS – Sono salvi i cavalli della corsa clandestina fermata dopo un blitz della Polizia di Stato lo scorso dicembre a Messina (vedi articolo GeaPress e video corse a Messina). Sequestrati ed affidati a Legambiente Sicilia che penserà a loro con il progetto “Galoppo Libero” promosso dall’Osservatorio Ambiente e Legalità dell’Associazione ambientalista. Entrambe le strutture dell’Osservatorio, ovvero quella Nazionale e Regionale, hanno lavorato per l’affidamento ed il trasferimento dei due cavalli presso il maneggio comunale di Sant’Umberto. Un esempio forse più unico che raro, considerato che in genere i cavalli delle corse clandestine vengono affidati agli stessi proprietari a causa della mancanza di ricettività.

A Messina, grazie a Legambiente, le cose sono andate diversamente e i due cavalli saranno ora accuditi in collaborazione con l’Associazione CESAS (Centro Scientifico per l’Ambiente e la Sicurezza) che ha messo a disposizione uno staff tecnico scientifico formato da un istruttore di cavalli esperto in rieducazione e da due medici veterinari che hanno già stretto rapporti con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Messina. L’obiettivo del progetto, infatti, è anche quello di realizzare un protocollo sperimentale per la disintossicazione e la rieducazione dei cavalli. Un progetto che potrà così servire ad altri cavalli nella speranza che prima o poi qualcuno si decida a modificare il Codice della Strada che consente ai calessi di scorazzare liberamente (vedi articolo GeaPress).

La storia dei due cavalli inizia il sei dicembre scorso quando la Squadra Mobile ed il Commissariato Messina Nord, congiuntamente all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, bloccarono all’alba una corsa clandestina nel litorale nord della città. Il successivo controllo nelle stalle rilevò la presenza di sostanze dopanti, e gli stessi accertamenti sui cavalli accertarono che erano imbottiti di farmaci. Al blitz della Polizia, ricorda Legambiente, partecipò la troupe di Striscia la Notizia che, con Edoardo Stoppa, ha documentato e partecipato all’interruzione della corsa clandestina.

Un esempio concreto di legalità, quello di “Galoppo Libero”. Per Legambiente, anche così si combattono le ecomafie. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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