GEAPRESS – Un mutuo soccorso criminale. Così hanno definito i Carabinieri di Messina, l’anima che si era formata attorno al consorzio di attività illecite smantellato nel corso dell’operazione “GRAMIGNA”, i cui risultati sono stati resi noti stamani. A condurre l’operazione il Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina, congiuntamente ai Comandi altre città e Regioni, oltre che alla Polizia di Stato. Usura, estorsione, truffa, traffico di sostanze stupefacenti, associazione di stampo mafiosa e cavalli acquistati e gestiti per le corse da due personaggi ora collocati in un posto di rilevo del clan mafioso del rione Giostra di Messina.

L’ampia attività di indagine condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri, ha una radice antica. Il tutto risale al 2006, quando vennero smantellati i clan mafiosi di Santa Lucia sopra Contesse e della zona Centro, dove già alle cronace era negli anni risulato il nome di Micalizzi Lorenzo. I Carabinieri indirizzarono allora l’attenzione ai clan rivali ed in modo particolare a quello degli Spartà, nel quartiere Giostra, e Ferrante – Lo Duca – Ventura nel quartiere di Camaro.

Il promotore ed organizzatore dell’associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio delle sostanze stupefacenti era Davide Puleo ed a lui erano collegati alcuni spacciatori arrestati dai Carabinieri già nel 2007 ed ora nuovamente finiti nella lista dei 37 arrestati. Una articolata struttura provvedeva al rifornimanto di droga, proveniente prevalentemente dalla Campania.

Indagando su tali elementi criminali i Carabinieri sono, inoltre, venuti a conoscenza di altri illeciti affari. Una sorta di multiconsorteria criminale cementata da una sorta di meccanismo di mutuo soccorso. In particolare, il 17 febbraio 2008, i Carabinieri fermarono una corsa clandestina di cavalli in via Consolare Pompea ed in questo contesto furono individuati dei nomi che già erano ricorsi nella indagini avviate.

Tra tutti il Micalizzi Lorenzo, una vecchia conoscenza delle Forze dell’Ordine. In combutta con altri due degli arrestati di oggi, metteva in atto la cosiddetta “truffa dello svizzero”. Un odioso raggiro teso a carpire l’ingenuità di persone anziane, sottraendo loro anche cospicue somme di denaro. Truffe di basso livello, condotte anche in altre province ma che evidentemente dovevano presentare il loro tornaconto anche per un personaggio come Micalizzi, il quale, forte del suo carisma delinquenziale, era anche il promotore di una associazione per delinquere finalizzata ad organizzare corse clandestine di cavalli. Animali che venivano sempre dopati. I farmaci sarebbero stati prescritti da un veterinario libero professionista, Di Blasi Antonino, già balzato agli onori delle cronache sulle corse clandestine sgominate, con il sequestro dei cavalli, sempre dai Carabinieri di Messina nell’operazione “Piste di sabbia” (vedi articolo GeaPress). Micalizzi agiva in combutta con Domenico Arena, anch’esso arrestato, ed entrambi ora accusati di possedere un posto di rilievo nel clan mafioso del rione Giostra. Dalle truffe ai danni dei vecchietti fino agli alti livelli criminali, rimanendo con la passione (clandestina) dei cavalli.

Tra i numerosi intrecci del mutuo soccorso criminale anche quello dell’usura che ha portato all’arresto, da parte della Polizia di Stato, di sette dei 34 fermati di oggi. Agli arresti domiciliari, anche il veterinario Di Blasi.

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