GEAPRESS – Nuovo intervento dell’Arma dei Carabinieri contro le corse clandestine di cavalli. Questa volta ad intervenire è il Comando Compagnia dei Carabinieri di Partinico (PA) che ha fermato una competizione clandestina in corso domenica mattina lungo la statale 113 tra Partinico ed Alcamo (TP). L’equipaggio del Radiomobile del Comando Compagnia aveva notato l’assembramento di automobili che seguiva la corsa, ed è intervenuta immediatamente riuscendo a bloccare uno dei due calessi nel parapiglia generale che ne è conseguito. Lo stesso conducente del calesse, peraltro, ha tentato di investire uno dei Carabinieri che lo aveva fermato, procurando al militare una contusione al braccio. L’arrivo di altre pattuglie dei Carabinieri ha infine consentito che il conducente del calesse, già noto alle Forze dell’Ordine, venisse condotto in caserma. L’uomo, un venditore di frutta e verdura di Partinico, è stato denunciato oltre che per i reati specifici di maltrattamento di animali, anche per “violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale” e “lesioni personali”.

Il paese del palermitano è al centro di un vero e proprio comprensorio che vede molto diffuso il fenomeno delle corse clandestine. Oltre alle strade di pianura, come quelle a ridosso della stessa statale 113, anch’essa utilizzata, vi sono poi le arterie di collegamento con Borgetto e la contrada Zucco in particolare. Altri percorsi sono, invece, in montagna ad esempio tra Montelepre e Carini, già oggetto di intervento degli stessi Carabinieri. Sia dal lato di Trapani, ed in particolare tra Calatafimi e Segesta, che su quello di Palermo, almeno fino a Monreale e Piana degli Albanesi, i cavalli delle scuderie di Partinico sono molto noti nell’ambito delle corse clandestine. Purtroppo il Codice della Strada italiano consente ai calessi uso corsa di percorrere liberamente le strade anche urbane, persino guidati da minori. Finché ai cavalli non sarà bandita la strada, le corse clandestine avranno sempre libero sfogo grazie anche al disinteresse del mondo politico, sia locale che nazionale. Solo gli interventi delle Forze dell’Ordine tengono sotto pressione un fenomeno, quale quello dell’ippica illegale, diffusissimo in molte regioni italiane ed in Sicilia in modo particolare. Giova appena ricordare che i luoghi del partinicese sono quelli che hanno garantito la latitanze dei Lo Piccolo, padre e figlio. Gli animali per le corse clandestine, prelevati da scuderie ufficiali e spesso acquistati presso l’ippodromo, vengono riciclati in strada nell’ambito delle corse in tutta la provincia e e, per la città di Palermo, anche per le carrozze dei turisti. Le stalle sono nella stragrande maggioranza prive di ogni autorizzazione. Sono spesso installate in una situazione di pericolo per la salute pubblica.

L’intervento di domenica è l’ultimo di una lunga serie, effettuato dai militari del Comando Provinciale di Palermo diretti dal Colonnello Teo Luzi, impegnati in città e provincia, da un lato al contrasto alle corse clandestine e dall’altro alla tutela degli animali.

A Palermo, l’Arma dei Carabinieri è intervenuta, solo negli ultimi mesi, ai danni del mondo delle corse clandestine, numerose volte.

Solo di pochi giorni (vedi articolo GeaPress) l’intervento lungo la Circonvallazione cittadina, appena preceduto lo scorso ottobre dal sequestro di un macello clandestino ove venivano finiti anche i cavalli delle corse (vedi articolo GeaPress). Particolarmente significativo, inoltre, il sequestro recentemente operato dai ROS dei Carabinieri ai danni del clan mafioso Madonia – Di Trapani. Tra i “beni” anche cavallo da corsa Irak (vedi articolo GeaPress). Di nuovo nel mese di Novembre il sequestro di stalle abusive a Palermo (vedi articolo GeaPress), mentre nel mese di giugno vi era stato un altro intervento nella circonvallazione cittadina (vedi articolo GeaPress).

Uno spaccato del mondo clandestino del cavallo a Palermo è visionabile inoltre nel video prodotto da GeaPress (vedi video). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).