GEAPRESS – C’era anche una tigre tra i beni sequestrati su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce. Erano riferibili al boss Lucio Vetrugno ucciso in provincia di Lecce lo scorso 22 dicembre. La tigre era detenuta da sedici anni nella masseria di Monteroni. Oggi il provvedimento è stato notificato agli eredi.

Un bene non tanto insolito, soprattutto se consideriamo gli analoghi sequestri operati negli anni passati in ambienti camorristici. La tigre, nell’ambiente malavitoso, era tanto nota che lo stesso boss era stato soprannominato “Lucio della Tigre”. Tra gli animali sequestrati anche 300 capi di bestiame, anch’essi posti sotto sequestro. Eppure la tigre era detenuta da ben sedici anni. Possibile che la voce non fosse trapelata oltre gli ambienti strettamente malavitosi? Forse perchè non era mai scappata.

La memoria torna alla famigerata pantera palermitana che questa estate ha tenuto sotto scacco mezza Forestale della Regione siciliana. Da voci attendibili era trapelata la notizia che l’animale fosse scappato ad un rampollo di una delle famiglie mafiose di Palermo, scampata alla guerra di mafia ingaggiata con i corleonesi e negli ultimi anni rientrari dagli Stati Uniti. Della pantera, però, non se ne seppe più niente, ma tra gli inquirenti c’è chi giura che era proprio lì.

Intanto, sempre su Lecce, si ridimensionano le voci relative al sequestro di una scuderia con annesso ippodromo abusivo a Ruffano. La Guardia di Finanza, infatti, precisa che per quanto riguarda l’ippodromo, trattasi di una pista di allenamento, mentre i 16 cavalli erano tutti regolarmente microchippati e detenuti per gli ippodromi ufficiali anche di altre parti d’Italia.

Niente boss con la passione del cavallo, come nel caso del capo clan del quartiere Japigia di Bari Savinuccio Parisi. Lui, arrestato dalla Guardia di Finanza (settantuno cavalli e sette scuderie tra i beni sequestrati) è stato pizzicato dai Carabinieri al confine della provincia perchè non rispettava l’obbligo della firma. Cosa faceva? Seguiva una corsa di cavalli, però in un ippodromo ufficiale. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).