GEAPRESS – Forse, al massimo, una emulazione di qualche corsa di cavalli di ben diversa matrice dell’Italia meridionale, ma dietro la corsa bloccata dai Carabinieri di Falconara Marittima (AN) domenica pomeriggio alle 15.00, non vi sarebbe alcuna attinenza con fenomeni mafiosi ne tanto meno ingerenze addirittura di elementi esterni alla stessa comunità rom.

E’ questo il dato più rilevante di un fenomeno quale lo storico uso dei cavalli all’interno delle comunità rom. I Carabinieri, domenica, hanno bloccato la corsa nei pressi dell’ aeroporto di Falconara. Vi erano state delle segnalazioni ma il fenomeno, per la zona, è sostanzialmente nuovo. Anzi, sempre secondo i Carabinieri, i calessi utilizzati non erano veri e propri veicoli per le corse, bensì sorte di bighe fatte in case e comunque mai utilizzate nelle strade asfaltate. Al massimo, secondo i Carabinieri, di tanto in tanto si vede un cittadino rom in sella ad un cavallo, ma comunque in strade secondarie di campagna lontane dai centri abitati.

Un fenomeno stroncato sul nascere” secondo il Tenente Matteo De Martis, Comandante della Tenenza di Falconara Marittima (AN), che ha guidato l’intervento. In tutto sedici militari, intervenuti nelle fasi iniziali della competizione. Il luogo era stato individuato con largo anticipo. Due cavalli sono stati sequestrati ed affidati alle cure di un veterinario. Le indagini dei prossimi giorni cercheranno di verificare l’eventuale presenza di scommesse clandestine e se i cavalli fossero stati drogati.

Gli fa sostanzialmente eco Maurizio Pagani, dell’Opera Nomadi di Milano, secondo il quale è da escludere ogni rilevanza, nella cultura rom, della corsa di cavalli. Certo potrebbe esserci stato un inserimento estraneo, ma nulla di più. Diverso discorso per il commercio degli equini, comunque fiorente fino agli anni sessanta e forse primi settanta, ma ormai fortemente ridimensionato, almeno rispetto ai numeri degli anni passati. La comunità rom, aggiunge Pagani, è poi fortemente parcellizzata in vari gruppi ormai da tempo urbanizzati. Sono cittadini italiani così come lo sono tutti i componenti delle tre famiglie rom fermati a Falconara e che rispondono a tre cognomi molto diffusi nella comunità: Guarneri, Di Rocco e Spinelli.

Ai Carabinieri, negli ultimi tempi, erano pervenute delle segnalazioni, specie vicino l’area aeroportuale. Domenica pomeriggio il blocco della corsa. Fermate 40 persone, tra cui alcuni minorenni, provenienti da Ancona, Montemarciano, Falconara, Teramo e Pescara. Tutte identificate e deferite in stato di libertà per maltrattamento di animali e per interruzione della circolazione stradale, nonchè l’obbligo di rientro nelle rispettive città.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).