GEAPRESS – Si infittisce il mistero di It’s a Dream, il cavallo, finora presunto con tale nome, morto in strada a Palermo, la scorsa domenica (vedi articolo GeaPress). Nonostante i Servizi Veterinari dell’ASL non siano stati contattati (notizia confermata lunedì mattina dalla stessa Direzione del Dipartimento ASL: vedi articolo GeaPress), poco dopo l’incidente di via Ernesto Basile, si sarebbe presentato nei luoghi un giovane Veterinario il cui nome viene tenuto ancora riservato.

Si potrebbe forse trattare del Veterinario che aveva in cura il cavallo, chiamato dall’individuo qualificatosi nel luogo dell’incidente come proprietario del povero animale. Potrebbe, pertanto, essere stato lo stesso Veterinario libero professionista a confermare le generalità dell’animale, ovvero, come scritto anche nelle briglie dorate, It’s a Dream. Ciò non toglie, come ci è stato riferito dall’Assessorato alla Sanità della Regione siciliana, come sia d’obbligo l’intervento dei Servizi Veterinari. Gli stessi Uffici, infatti, una volta appreso del caso, si sono dovuti premurare  all’indomani del ritrovamento del cavallo, per rintracciare il camion adibito allo smaltimento. L’animale è risultato privo di microchip sebbene, in ultima ipotesi, non è del tutto da escludere che il chip si sia rotto, oppure spostato (vedi articolo GeaPress).

Chi era il Veterinario di via Ernesto Basile? Ed in base a quale strumentazione ha confermato la presenza del microchip nel cavallo? Potrebbe altresì essersi trattata di una semplice conferma documentale, riportante anche il numero del microchip che svelerebbe la vita di quello che, ad oggi, è il presunto It’s a Dream.

Per i Veterinari dell’ASL di Palermo, il corpo del cavallo esaminato lunedì mattina, apparteneva di sicuro ad un purosangue da corsa, adattato, con gli zoccoli gommati, anche alla possibilità di calpestare l’asfalto. Un cavallo di non oltre sette-otto anni, età coincidente con quella riferita dal proprietario ma anche con il vero It’s a Dream, registrato come figlio di Varenne e che ha lungamente corso a Palermo, ma anche a Napoli, Aversa, San Giovanni Teatino, Roma e Firenze. Poi, nel 2011, le sue prestazioni sono iniziate a calare. Nessun premio risulterebbe essere stato vinto. Nel 2012, una sola gara, sempre a Palermo. L’animale è risultato ultimo. Il 30 settembre piomba la storia dell’ It’s a Dream di strada.

Il proprietario di quest’ultimo ipotetico It’s a Dream (con tanto di briglia dorata dove era stampato il nome) non solo non ha nulla a che vedere con il noto allevamento di Varenne (peraltro del tutto estraneo alla vicenda) ma non risulterebbe neanche tra i nomi consultabili dei proprietari del vero It’s a Dream, figlio di Varenne, dell’ippodromo di Palermo. Forse non è da escludere che il povero e vero It’s a Dream avesse finito, dopo tante vittorie, la sua carriera nella pista di sabbia. C’è solo da sperare che per lui non si fosse a questo punto aperta un’altra strada, quella asfaltata. Del resto anche il cavallo della carrozza per turisti abusiva, incidentata la scorsa settimana sempre a Palermo (vedi articolo GeaPress) era passato per la proprietà di notissimo allevamento di cavalli trottatori, questa volta della provincia di Venezia. It’s a Dream, invece, è romano.

Ieri, il Partito Animalista Europeo, ha annunciato sul caso It’s a Dream, una denuncia in Procura (vedi articolo GeaPress).

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