corsa irlanda
GEAPRESS – Paese che vai, corse clandestine che trovi. Succede in Spagna ma anche in Irlanda dove in più occasioni si sono sollevate le proteste a causa di tali competizioni in strada. C’è chi addita la comunità nomade anche se la “passione” del correre in strada, sembrerebbe coinvolgere ben più ampie schiere di “appassionati”.

Proprio in queste ore, dopo il nuovo annuncio di un cavallo lasciato morire ai bordi della strada (vedi articolo Daily Mail), ha ripreso a circolare un video datato 2011 che mostra la caparbietà dei guidatori dei sulky irlandesi. Nonostante la macchina della polizia tenta di bloccare i due sulky, si cerca in tutti i modi di fuggire allo stop. Viene così ingaggiato un pericoloso inseguimento in un strada a due corsie intensamente trafficata.

Alcuni passeggeri di una macchina, filmano però l’incredibile scena ed assieme ad un altro automobilista si lanciano a loro volta all’inseguimento dopo che il primo sulky è stato bloccato, senza non poche difficoltà, dalla polizia.

Il secondo guidatore, però, proprio non vuole sapere di fermarsi. Dalla macchina che sta riprendendo la scena si nota un appena evitato incidente.  In pratica, mentre il sulky sconfina frequentemente nella corsia contromano, l’automobile che lo insegue si ritrova quasi a dover subire uno scontro frontale con un grosso camion.

Di certo, come si evince dalle cronache dei giornali irlandesi, qual paese, come l’Italia, non deve avere una valente legislazione che reprime in maniera convincente queste competizioni. Il Daily Mail, riporta però dell’arresto di cinque persone avvenuto nel 2012. Un fatto che per il nostro paese, sarebbe impensabile. In Italia, le corse clandestine ricevono notori seguiti tra le comunità zingare dell’Abruzzo e del Molise, mentre in altre regioni, come la Campania e la Sicilia, sono spesso in mano ad organizzazioni criminali.

L’ultimo cavallo morto in Irlanda, riporta il Daily Mail, è stato ritrovato nella strada di collegamento tra Colk e Dublino. Una donna che non ha voluto rilasciare le sue generalità, ha poi fornito le fotografie al giornale, dichiarando che il povero pony è stato abbandonato ancora in vita con il collo spezzato.

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