GEAPRESS – Il raffronto tra i rilievi morfologici presenti nei documenti del proprietario e quelli eseguiti dai Servizi Veterinari di Palermo il giorno successivo all’incidente di via Basile, hanno rilevato non solo che trattavasi dello stesso cavallo ma anche che quest’ultimo era nato presso un allevamento romano il 15 aprile 2004. La stessa data e allevamento di nascita di It’s a Dream, tutt’oggi risultante nei registri degli allevatori di trattori. Piccolo particolare. Quest’ultimo It’s a Dream è iscritto come figlio di Varenne, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, ovvero il famosissimo Varenne.

Questo il risvolto più clamoroso di una vicenda che ha rischiato, però, di non essere mai conosciuta. Va ad ogni modo detto come proprietà ed allevamento di Varenne non hanno nulla in comune con le vicende di It’s a Dream. Padre, nel caso, ma poi nulla più.

Dunque è lui, o almeno così parrebbe, fatto salvo il particolare che nel cavallo morto non è stato rilevato il microchip. Tolto oppure danneggiato, non si saprà mai, ma i dati contenuti nei documenti del purosangue con la testa rotta in via Ernesto Basile a Palermo il 30 settembre scorso (vedi articolo GeaPress), alla luce degli ultimissimi riscontri, parrebbero proprio coincidere.

I dati morfologici più significativi, ora raffrontati, sono quelli dei remolini e delle balzane, ovvero una sorta di “impronta digitale” dei cavalli. Per capire, però, il raffronto a scoppio ritardato rispetto alla data dell’incidente, bisogna ricordare come gli Uffici Veterinari dell’ASL di Palermo, diretti dal dott. Paolo Giambruno, sono venuti a conoscenza dell’incidente. Nessuno, quella domenica mattina, chiamò infatti i Veterinari dell’ASL. Questi ultimi seppero solo a seguito della notizia riportata da GeaPress giunta appena in tempo per captare il povero It’s a Dream issato dall’asfalto sporco di sangue. Neanche due ore dopo dall’incidente era ben al chiuso del camion dello smaltimento. A quanto pare, più di una chiamata era arrivata per togliere il disturbo della carcassa. Chi aveva, nel caso, sollecitato il prelievo? Sul luogo pure due animaliste che casualmente stavano percorrendo quella strada. Il proprietario non le aveva proprio a simpatia.

Eppure in via Ernesto Basile era presenta una pattuglia della Polizia Municipale. Possibile che il Comune di Palermo non sapeva come comportarsi in questi casi? Che bisognava cioè avvertire immediatamente i Servizi Veterinari? Sta di fatto che questi Uffici, già il lunedì mattina, una volta appresa la notizia, hanno subito provveduto a contattare la ditta dello smaltimento che, per fortuna, non era ancora arrivata presso l’inceneritore della zona industriale di Catania.

Contemporaneamente Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) annunciava di avere presentato una denuncia in Procura sui fatti di via Basile. Stesso impegno, ora, da parte della LIDA di Palermo alla quale, a quanto pare, sono iscritte le due coraggiose ragazze che non ebbero tentennamenti nel fermarsi e presentarsi.

Dunque, il lunedì successivo all’incidente, riusciti a contattare di tutta fretta il camion, i Servizi Veterinari hanno eseguito i rilievi morfologici e verificato come da quel cavallo non proveniva nessun segnale di microchip. La dott.ssa Tina Sammartino, coadiuvata dal team di colleghi e dallo stesso Dirigente dott. Giambruno, utilizzò ben tre diversi lettori di microchip. Il titolare della ditta, aiutando a girare il cavallo morto, si beccò pure una zoccolata in pieno petto. Niente, quel chip non c’era, oppure si era rotto nell’incidente. Può succedere.

Cavallo trottatore, dissero i Veterinari. Un bel purosangue di circa sette al massimo otto anni, con gli zoccoli adattati all’uso in strade asfaltate. Il proprietario (ormai da qualche tempo diverso da quello romano) dal luogo dell’incidente aveva chiamato, a quanto pare, un Veterinario libero professionista, verosimilmente di sua fiducia. E’ stato quest’ultimo, ora convocato dagli uffici Veterinari, a rendere possibile il raffronto sia dei rilievi morfologici che anagrafici entrambi risultanti nei documenti del cavallo. I Servizi Veterinari avrebbero dovuto vederli il giorno dell’incidente con il cavallo ancora sul posto. Ma le cose andarono diversamente. Da questo finale raffronto, comunque, la clamorosa rilevanza. Stessa data di nascita e stesso allevatore. It’s a Dream, unico o incredibile doppione?

Una vicenda ingarbugliata, ma chiara alla sua origine. Nessuno aveva chiamato o comunque atteso i Servizi Veterinari dell’ASL, come prevede la legge. Loro avrebbero dovuto vedere quei documenti e certificare le cause di morte.

Ora, invece, coincidenza morfologica che sembrerebbe acclarata, tra il cavallo esaminato il lunedì successivo all’incidente e quello morto in strada. E’ lo stesso. Balzane e remolini, ovvero le macchie di colore negli arti e le figure formate dal pelo in alcuni punti del corpo, identici. Nei documenti, poi, il dato più clamoroso: It’s a Dream, nato da allevatore romano il 15 aprile 2004. Stessa data ed allevatore di It’s a Dream, iscritto nei registri degli allevatori di trottatori. Solo che in questo caso It’s a Dream è registrato quale figlio di Varenne. Proprio lui, unico e ineguagliato.

Dai controlli eseguiti dagli Uffici Veterinari di Palermo risulta però anche l’ultima stalla, quella che potrebbe cioè avere messo a disposizione chi poi ha acquistato, nel capoluogo siciliano, la proprietà di It’s a Dream. Quartiere Albergheria, ovvero la parte alta di Ballarò a due passi dall’Assemblea Regionale siciliana. Se tutto, così come sembra, coincide, la morte è avvenuta in via Ernesto Basile il 23 settembre 2012.

It’s a Dream aveva corso nei migliori ippodromi italiani ed aveva vinto un discreto montepremi. Poi, nel 2011, il declino. Solo otto corse e, nel luglio scorso, l’ultima ed unica del 2012. Era arrivato ultimo.

Novità in arrivo, invece, anche per l’altro cavallo, quello della carrozza abusiva per turisti incidentata al porto vecchio di Palermo (vedi articolo GeaPress). L’allevamento proprietario è del veneto. Noti trottatori. A quanto pare risulterebbe l’ultimo passaggio ma forse non quello di proprietà. Avrebbe dovuto correre all’ippodromo di Palermo. Se dal Veneto non riusciranno a dimostrare di averlo regolarmente ceduto, dovranno pagare loro i danni sia alle persone che alle automobili coinvolte nell’incidente. Tra queste pure una macchina della Guardia di Finanza. Finì con il vetro posteriore rotto, mentre una signora venne condotta al pronto soccorso. Il cocchiere, di carrozza abusiva, fece invece perdere le sue tracce.

Oggi, la Polizia di Stato, ha dato comunicazione dell’ennesimo sequestro di stalle abusive di cavalli nei quartiere dell’Albergheria, la parte alta di Ballarò. Erano già state poste sotto sequestro in un precedente intervento dello scorso febbraio eseguito dalla Polizia Municipale. Le stanze-stalle erano di nuovo piene di cavalli. I Servizi Veterinari dell’ASL di Palermo hanno di nuovo appurato l’inidoneità alla detenzione degli animali, ora trasferiti all’ippodromo.

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