GEAPRESS – Fine coerente di una vita breve e passata negli orrori di un allevamento intensivo. Ad un euro, nel mercato palermitano di Ballarò, le galline vengono prelevate dalla gabbiette ove sono pigiate e chiuse in un sacchetto di plastica. Se muoiono meglio così. Tanto quella fine dovranno fare.

Ad acquistarle sono soprattutto cittadini di origine africana. Il pollo è un piatto base della loro cucina. Bollito, in genere, per condire riso o per fare brodo. Per un euro, le galline fuori produzione degli allevamenti intensivi finiscono in tal maniera la loro esistenza. Infilate in un sacchetto di plastica in attesa di avere tirato il collo.

Nessun controllo, fosse solo per i rischi sanitari. In linea teorica potrebbe trattarsi di un allevamento con problematiche igieniche, oppure con rilevante presenza della salmonella. Evento, questo, che a ben guardare gli stessi dati diffusi periodicamente dal Ministero della Salute, non è poi così improbabile.

A Ballarò, però, è possibile ogni illecito. Galline per i cittadini di origine africana e uccelli di cattura per i palermitani, sia della città che della provincia (vedi articolo e VIDEO GeaPress).

Domenica scorsa, proprio vicino alla piazza dove si sistemano, tranquilli ed impuniti, gli uccellatori, vi erano almeno due mezzi con le galline ovaiole. Il becco spezzato ne firma la provenienza, mentre lo stato penoso del piumaggio, conferma lo stress che le ha avvilite nella breve vita imposta dall’allevamento. Dai Servizi Veterinari di Palermo, non vogliono fare dichiarazioni. Poi, però, qualcuno ci dice che gli allevamenti quasi pagano i venditori di galline di Ballarò. Gli animali, infatti, dovrebbero essere smaltiti ex legge, ovvero dovrebbero finire in un inceneritore. Costa tantissimo ed ai proprietari degli allevamenti non sembra vero che qualcuno gli tolga l’inghippo dai piedi. Quasi tutte vengono dagli allevamenti del circondario.

Gli acquirenti ci sono. Le prostitute sfruttate nella zona del porto e nel Parco della Favorita. Dormono in sei sette nei “catoi” di Ballarò. Un po’ come la gabbietta delle ovaiole. Poi ci sono le donne che vanno a servizio nelle case della Palermo bene ed i venditori ambulanti nord africani. Un palermitano, ci dice il venditore, non viene mai a comprare la gallina. Per pochi euro in più ha il ruspante in polleria, con patate e pure la coca cola omaggio. E’ il broler, o pollo da carne. Vita non dissimile dalle povere ovaiole.

Intanto per domenica prossima, tutto è già pronto. I venditori di galline ed i bracconieri di fauna selvatica. Questa settimana hanno già tirato più volte le reti-trappola. Succederà ancora. Poi domenica mattina, Ballarò li accoglierà. Liberi di infrangere la legge.

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