GEAPRESS – Ieri la Guardia di Finanza ha rinvenuto nel corso di una perquisizione domiciliare, un grosso Pitone moluro a guardia di un ingente quantitativo di droga (vedi articolo GeaPress). Ai dodici arrestati si andrà così ad aggiungere il grosso serpente recuperato dal Corpo Forestale dello Stato e rinchiuso nello zoo di Roma.

Il connubio droga animali, o più in generale criminalità-animali, è antico e collaudato. Secondo Ciro Troiano, Responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV “i canali del traffico di stupefacenti si intrecciano spesso con quelli del commercio di animali, o parti di essi, destinati al consumo umano, o quelli del traffico di specie protette. La criminalità organizzata non è nuova a questi stratagemmi per eludere i controlli o intimorire, basti pensare alla droga nascosta in contenitori per il trasporto di serpenti o all’uso di pit bull come pusher ausiliari”.

Nella storia di Cosa Nostra, secondo l’Osservatorio, vi sono pure partite di pesce congelato imbottito di cocaina, dirette da Bogotà a Palermo, mentre la camorra ha fatto arrivare la polvere bianca utilizzando le aragoste. In tal maniera si sviano i cani anti droga.

Secondo Troiano, “non deve sorprendere che i trafficati di stupefacenti siano anche contrabbandieri di uccelli o di altre specie selvatiche. Si aumentano, infatti, i già alti margini di guadagno, mentre le aree di provenienza spesso sono le stesse”.

Carichi di droga, dunque, che viaggiano insieme ad animali vivi, come pappagalli o serpenti, oppure nascosti in pelli di caimano destinate alla concia, o occultati all’interno di contenitori per pesci tropicali provenienti dalla Colombia.

Vi è stato anche il caso – ha aggiunto Troiano – in cui parte degli animali è stata uccisa prima dell’esportazione e riempita di droga, quindi spedita insieme a esemplari vivi, attribuendo la morte degli animali al trasporto. In altri casi gli animali vengono utilizzati a scopo intimidatorio come nel caso di eroina spedita insieme a un carico di serpenti. Vi sono poi i cani – ha concluso Troiano – da presa usati per proteggere coltivazioni di canapa indiana o come ausiliari dei pusher con le dosi nascoste nei collari.”

Recentemente nell’aeroporto di Kuala Lampur, in Malesia (vedi articolo GeaPress), è stata sequestrata un partita di droga che viaggiava assieme a trecento rare testuggini provenienti dal Madagascar. Le tartarughe appartenevano ad una specie protetta dalle disposizioni internazionali sul commercio di animali e piante in via di estinzione.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).