GEAPRESS – Attentato ieri mattina ai danni del Distaccamento di Ficuzza del Corpo Forestale della Regione siciliana. Due delle tre automobili affidate al Distaccamento, hanno avuto le ruote tagliate. La terza autovettura era all’interno del cancello dello stesso Distaccamento e verosimilmente per questo non è stata toccata. I Forestali non dicono niente ma le voci nel borgo incastonato nei boschi sotto la famosissima Rocca Busambra (famosa anche per le foibe di Luciano Liggio) corrono veloci.

Il primo imputato è il bracconaggio. Ficuzza e la Rocca Busambra sarebbero una Riserva della Regione e la vigilanza, in quel comprensonio, non è facile. Le macchine con i cinghiali sanguinanti sul cofano dei bracconieri sostano spesso per il caffè in piazza, proprio dove c’è il distaccamento. In genere un appoggio locale vede dove è indirizzata la pattuglia della Forestale ed il gioco è fatto. La Rocca Busambra è una grande parete di roccia che corre lungo la stessa (più o meno) latitudine. Ai suoi piedi il bosco di Ficuzza ed i cinghiali. Se i Forestali vanno ad ovest, i bracconieri vanno ad est, e viceversa.

Distaccamento di frontiera, e per questo nessuno vuole andarci. Vi è poi il pascolo abusivo, soprattutto di bovini. Siamo nelle terre dell’abigeato. Lì la mafia di campagna, quella dei “viddani” vittoriosi sui palermitani, nascondeva le vacche rubate. Probabilmente non è poi cambiato molto. Migliaia di bovini che mangiano il bosco dentro i demani forestali. Ficuzza è sempre stato un utile rifugio. L’avevano capito finanche i tedeschi braccati dagli americani. I tedeschi morirono alle prime propagini del bosco del cappelliere, le vacche, invece, anche quando vengono fatte uscire inspiegabilmente … tornano. Ed è proprio sul controllo in generale del territorio che verte la terza ipotesi che potrebbe spiegare l’attentato.

Le strade forestali vengono sovente trovate chiuse, oppure, se chiuse dalla forestale, vengono trovate … aperte. Eppure per tutto ciò a Ficuzza vi sono appena sei Agenti e più o meno lo stesso numero di tecnici, le cui autovetture personali, qualche anno addietro, sarebbero state anch’esse oggetto di attentati. Nel 1996 i Forestali erano in sedici e gli agenti in 22. Oggi sono molto meno con meno mezzi, ma il territorio da controllare (ivi compreso una grande montagna che si eleva per 1600 metri) è enorme, pari a circa diecimila ettari. La memoria va a ritroso ed è impossibile scordarsi dell’omicidio del Tenente Colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo freddato per mano mafiosa assieme ad un suo amico, l’insegnante Filippo Costa. Meno noto è l’attentato che nel 1996 distrusse lo stesso distaccamento forestale di Ficuzza, mentre, a proposito di controllo del territorio, proprio a Ficuzza vennero fatti scappare negli anni ottanta i primi cinghiali prigionieri di un inutile (o forse no) progetto zoo dell’azienda foreste. Niente azione animalista; da allora i cinghiali si sono diffusi in tutta la Sicilia e per questo i cacciatori li vogliono sparare fin dentro i Parchi. I cinghiali, non certo i bovini (… per fortuna) che a Ficuzza, però, non osa toccare nessuno.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).