nerone
GEAPRESS – Era il lontano 1999 quando, in un pomeriggio d’estate, arrivo’ lui. Era accompagnato da un ragazzo con il ciclomotore.

A ricordare la storia di Veleno sono i volontari del rifugio Lo Scondinzolo di Palermo.  Veleno era un combattente, era un vincitore, ricorda Liliana Ragonese che ha fondato il rifugio. Ai suoi cancelli venne infatti portato il cane insanguinato. Un pomeriggio drammatico. Il  cane in emorragia e quella presenza dai sentimenti contrastanti.

Chi aveva portato il cane così orrendamente ferito e sanguinante?

Un ragazzo, che faceva parte di quel sistema – ricorda Liliana Ragonese –  volle salvarlo portandolo da noi. Da quel momento Veleno fece parte degli ‘scodinzolanti’.” Tante cure e molte paure dal momento in cui era ormai probabile che, chi coinvolto nelle lotte, sapesse del luogo. Anzi, alcune strane “avances”, ambigue e pericolose, vennero fatte pervenire. Non mancò però l’aiuto delle Forze dell’Ordine ed una possibilità di recupero. Veleno, divenne Nerone, il  cane utilizzato per la più famosa campagna italiana contro i combattimenti.

Il rifugio Lo Scodinzolo chiede ora aiuto. E’ rimasto solo in quella storia come in molte altre. Cani maltrattati, cani abbandonati. “Veleno fu il primo Pit bull che salvammo dalla morte.” ricordano i volontari. Il suo è stato un abbandono molto particolare, ma il rifugio è rimasto con le sue emergenze. Per questo l’invito è di aiutare  con una DONAZIONE.

Basta un CLICK e specificare nella causale “Rifugio Lo Scodinzolo”. I tanti “veleni” irrisolti del randagismo di Palermo ringraziano sentitamente.

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