GEAPRESS – Ai cavalli dell’ippodromo di Palermo veniva dato pure il Viagra. Poi altri medicinali, ovviamente ad azione dopante, importati via internet in modo particolare dalla Svizzera e dalla Germania. Non mancavano le importazioni dalla Cina, dall’Australia, Stati Uniti ed in minor misura dalla Romania.

25 tra proprietari di scuderie e allenatori ippici denunciati, mentre è confermato (vedi articolo GeaPress) la denuncia di una persona per abuso della professione veterinaria. Un doping molto curato, con particolare riferimento a quelle sostanze che dopo la gara non lasciano tracce rintracciabili agli esami clinici.

L’inchiesta, condotta dal NAS a seguito dei prelievi dell’UNIRE che avevano rilevato la presenza all’ippodromo di tre cavalli dopati, è mirata anche al controllo della criminalità organizzata nelle scommesse- Queste gravitano, però, ormai fuori dalla struttura, ovvero nelle sale scommesse. Per queste, del resto, è stato più volte già evidenziato, negli stessi interventi delle Forze dell’Ordine, il diretto investimento della criminalità anche di stampo mafioso.

Un settore dalle ampie possibilità di guadagno che lucra, però su un settore, quale quello dell’ippica, notoriamente in crisi. I cavalli, di fatto, hanno ormai valori molto inflazionati. Si risparmia su tutto e le stalle (e metodi di allevamento) clandestine della città, sono spesso funzionali a tale esigenza. Un interscambio continuo il cui passaggio finale, per il cavallo-oggetto, è la vendita per la vita in strada. Ottocento – mille euro, ed è così possibile acquistarli proprio presso scuderie che corrono all’ippodromo. Riciclati per le carrozze per turisti e le corse clandestine (spesso le stalle coincidono). Consumati così in strada, finiranno, più o meno per lo stesso presso, nei macelli clandestini.

Nella foto un intervento del NAS nella spiaggia cittadina di Sant’Erasmo. Un cavallino morto a due passi dalle stalle clandestine. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).