GEAPRESS – Maxi intervento, nei giorni scorsi, della Questura di Catania, ai danni di stalle abusive adibite a ricovero di cavalli utilizzati nelle corse clandestine. Cavalli e non solo visto che in almeno un caso, nella zona industriale della città, oltre ai tre corridori sono stati rinvenuti cinque cani. Questi ultimi erano non solo senza acqua ma anche privi di ogni tipo di riparo. Uno di loro era addirittura legato al paraurti di un’automobile. Nei luoghi vi era pure un caseificio, ovviamente anch’esso abusivo.

Ad intervenire è stato il Nucleo Cinofili e quello della Polizia a Cavallo della Polizia di Stato che, nel corso di una seconda operazione portata a termine nel quartiere San Cristoforo, ha rinvenuto ben cinque cavalli tenuti all’interno di alcune stanze di una abitazione. Luoghi fatiscenti, privi di luce solare ed all’interno di locali risultati anch’essi abusivi. L’unica luce disponibile era quella artificiale, la quale però veniva rubata. Oltre al maltrattamento di animali è stato pertanto contestato il furto di energia elettrica. Rinvenuti, inoltre, numerosi farmaci veterinari privi di ogni prescrizione. Il sospetto è pertanto che gli animali potessero essere regolarmente dopati.

Nella città di Catania, oltre al noto fenomeno delle corse clandestine (vedi articolo GeaPress) è anche in uso l’alimentazione a base di carne di cavallo. Del quadrupede non si butta niente, tranne testa, polmoni, viscere e zampe. Un circuito in parte ancora sommerso e che funziona anche come luogo di macellazione clandestina dei molti cavalli da corsa che si tengono in città. Ad essere utilizzata, almeno fino al recente passato, è anche la centralissima via Etnea, una strada che per Catania è una sorta di spina dorsale. In un’occasione la stessa Polizia di Stato fermò due giovani che con uno scooter, in quello che di fatto è il salotto cittadino, trainavano due cavalli da corsa.

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