GEAPRESS – Era una vecchia conoscenza delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Catania, l’anziana signora colta in flagranza di reato mentre era intenta, dal balcone della sua casa di Ficarazzi, frazione di Acicastello, a catturare piccoli uccelli canori.

In precedenza era stata già attenzionata per delle cucciolate a quanto pare da vendere in strada. Da un po’ di tempo, invece, l’arzilla signora era stata segnalata quale venditrice di cardellini. Ed in effetti le Guardie dell’ENPA la scorgevano nel balcone di casa dove aveva sistemato un alberello che con le sue fronde, serviva ad attirare gli uccelli. In cima all’arbusto aveva poi collocato un nido e nei pressi di quest’ultimo una gabbia trappola. Particolarmente penosa la scelta dello zimbello, ovvero l’uccellino utile ad attirare i selvatici. Si trattava di un pulcino di cardellino, precedentemente catturato al nido. Con i suoi lamenti, attirava gli uccelli selvatici protetti dalla legge. La gabbia era poi del tutto inadatta a contenerlo. Anzi, peggiorava ulteriormente lo stato di malessere dell’animale. Quest’ultimo aspetto comportava la denuncia, oltre che per i reati venatori, anche per maltrattamento di animali.

In tutta la zona di Acicastello – riferisce Cataldo Paradiso, Responsabile del Nucleo provinciale delle Guardie dell’ENPA – esiste un corposo mercato. Non a caso le Guardie Zoofile Enpa, proprio in quella zona, svolgono una frequente azione di repressione dei reati specifici“.

Non molti chilometri più a nord, in provincia di Messina, un’altra operazione anti uccellagione, questa volta compiuta dal Corpo Forestale della Regione siciliana. Il personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina, ha denunciato un uomo di 67 anni di Messina, colto in flagranza di reato in località Santa Filomena, frazione di Taormina. Trasportava, chiusi in una gabbia, 28 cardellini (nella foto) frutto dell’uccellagione esercitata nella mattinata. Con lui anche un borsone contenente le reti utilizzate per la cattura dei volatili, delle pertiche (bastoni) in legno, corde, lenze, picchetti, una piccozza e un rastrello.

I volatili sequestrati sono stati affidati al Centro Recupero Animali Selvatici di Colle S. Rizzo, al fine di verificarne le condizioni fisiche e valutare se sussistono le condizioni per la loro liberazione.

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