GEAPRESS – Potrebbe chiamarsi “Ursinus”, il cavallo che venerdì scorso, intorno alle 7.20, è morto in un bagno di sangue, in via Lavandaie a Catania, proprio a due passi da piazza Duomo. Ad intervenire subito sul posto la Squadra a cavallo e Nucleo cinofili della Questura di Catania.

Stante la documentazione in possesso degli inquirenti il cavallo sarebbe nato all’estero, forse in Irlanda, e risulterebbe essere stato acquistato da un allevatore senese. Un purosangue inglese di cinque anni, i cui dati dovranno ora essere verificati dagli inquirenti. La data di nascita riportata, però, potrebbe essere proprio il 2007. Stessa data del galoppatore “Ursinus”, così registrato negli annali dell’ippica e conosciuto negli ippodromi anche per il colore del mantello non proprio comunissimo, (vedi foto, nel riquadro, “Ursinus” in un ippodromo italiano). Niente Palio di Siena, comunque, quel cavallo non ha mai corso in piazza del Campo sebbene un suo “collega” dello stesso proprietario potrebbe essere stato iscritto alle visite qualche anno addietro. Cose normali, nel mondo dell’ippica e nulla può essere imputato al proprietario il quale, nel recentissimo passato, avrebbe venduto il cavallo ad nuovo soggetto in provincia di Perugia. Il cavallo doveva poi raggiungere Ragusa, ma a Catania parrebbe aver preso nuova destinazione. La Polizia sta ora verificando i passaggi di proprietà con particolare riferimento al sud Italia.

Un galoppatore, più in uso nella Sicilia orientale, rispetto ai trottatori della Sicilia occidentale.

A Catania era arrivato da un paio di giorni. Forse, però, il suo itinerare non va oltre una settimana. Secondo le ricostruzioni della Polizia di Stato, ad Ursinus è stato imposto il calesse, al quale evidentemente non era abituato. Dalle prime ricostruzioni, potrebbe darsi che “Ursinus” si sia impennato, ribaltando così il calesse. Si è inoltre portati ad ipotizzare che “Ursinus” non sia morto subito, ma sia rimasto vivo ancora per qualche minuto. Tolti velocemente calessi e finimenti, il cavallo sarebbe morto sull’asfalto.

Sul caso sta ora indagando la Squadra a cavallo ed il Nucleo cinofili della Questura di Catania. Gli inquirenti sarebbero portati a credere che il cavallo era in allenamento, forse per farlo abituare al calesse. Il pensiero va pertanto alle corse clandestine che affliggono la città di Catania. Tutto da appurare così come i precedenti specifici del nuovo detentore.

Un cavallo dalla carriera intensa, ma sempre da galoppatore. Agnano, le Capannelle, ma anche gli ippodromi di Grosseto e Livorno. Nato in Eire da genitori americani e, se riscontrata la ricostruzione in atto presso la Questura di Catania, finito sull’asfalto proprio a lato di Villa Pacini.

Un impegno costante, quello della Questura di Catania, più volte testimoniato dai frequenti interventi ai danni delle corse clandestine di cavalli. Macellazione clandestina, stalle abusive e percorsi di gara, spesso in piena città.

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