(GEAPRESS) – L’idea di prelevare il DNA dei cani da combattimento, è nata dopo che nel luglio 2009 oltre 400 cani sono stati sequestrati nel corso della più grande operazione di Polizia contro i combattimenti condotta negli Stati Uniti. Un database, infatti, è uno strumento utilissimo per aiutare non solo a rintracciare l’origine dei cani, ma anche per eventuali corrispondenze tra discendenze degli stessi. Negli Stati Uniti i combattimenti tra cani sono un reato federale oltre al fatto che questa attività è pesantemente sanzionata da disposizioni e leggi locali in molti degli Stati della Confederazione. L’uso di una banca dati è molto utile, ad esempio, nel caso di processi giudiziari, dal momento in cui è possibile rintracciare la presenza di un singolo cane dall’esame dei reperti, quali ossa, macchie di sangue ed altre tracce organiche. Il DNA dell’animale viene ricavato da un tampone salivare. La banca dati sarà gestita presso il laboratorio di Medicina Veterinaria della Facoltà di Veterinaria dell’UC Davis, l’Università pubblica della California. La banca nasce dalla collaborazione di più associazioni animaliste americane, tra cui l’ASPCA (American Society for the Prevention of Cruelty to Animals). (GEAPRESS).