GEAPRESS – Nessuna notizia sul movente che ha scatenato stanotte l’attentato incendiario in una stalla di contrada Curbici-Gancitana, nei pressi di Camporeale (PA). Alcune balle di fieno date alle fiamme e poi l’agghiacciante ritrovamento. Un cavallo morto, e la chiara evidenza di un foro di proiettile in testa.

Sebbene i Veterinari dell’ASL di Partinico (PA), non abbiano ancora refertato le cause della morte, nessun dubbio sulla fine destinata al povero animale, una cavalla di 3 anni. Il proprietario, un bracciante agricolo incensurato della zona, non ha fornito ai Carabinieri della Stazione di Camporeale, alcun elemento utile alle indagini. Non è dato ancora sapere a cosa gli servisse il cavallo, se da corsa o per altri usi.

L’incendio delle balle di fieno ha avvolto l’intera struttura della stalla, tanto da richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco di Partinico e di una squadra di volontari antincendio di Camporeale.

Gli attentati messi a segno con la morte di animali, sono ancora molto in uso in alcune regioni italiane. Ultimamente parecchie notizie di tal genere sono pervenute, oltre che dalla Sicilia, anche dalla Sardegna. Le cause, in genere, sono da ricercare in faide tra pastori, spesso per questioni legate al pascolo abusivo, oppure in veri e propri atti intimidatori come la testa di cane fatta trovare innanzi la casa di un Carabiniere di Carlentini (SR) (vedi articolo GeaPress). Pochi giorni dopo, ma in provincia di Agrigento, venne fatto trovare ad un Vigile Urbano di Licata, un cucciolo impiccato (vedi articolo GeaPress). Lo scorso nove agosto, sempre a Licata, si seppe di un cane pastore maremmano ucciso con colpi di arma da fuoco dentro la proprietà di un manovale (vedi articolo GeaPress). 

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