GEAPRESS – Come il mercato di fauna selvatica di Guangzhou, in Cina, o quello di Chatuchak a Bangkok, anche l’Italia conferma, appena poche ore dopo l’intervento di Polizia, uno dei più floridi commerci perpetrati ai danni della fauna selvatica. Forse però sta cambiando qualcosa. Le Associazioni lo ammettono a denti stretti, ma da un po’ di tempo a questa parte il mercato degli uccellatori di Ballarò è molto meno segreto di quanto possa sembrare. Avevamo anticipato qualcosa in un precedente articolo di GeaPress (vedi articolo GeaPress) ma praticamente in diretta giungono gli assestamenti del più grande mercato italiano, dopo Napoli, di fauna selvatica protetta dalla legge e venduta direttamente in pubblica via.

IL CONTROLLO DELLE ASSOCIAZIONI NELLA DOMENICA DI SANTO STEFANO
I responsabili di WWF, LIPU e Legambiente hanno tenuto d’occhio il mercato degli uccellatori di Ballarò anche la domenica di Santo Stefano. C’erano decine di bracconieri, forse sicuri dell’improbabile intervento delle Forze dell’Ordine durante le festività natalizie. Centinaia di cardellini, decine di fringuelli, verdoni e verzellini. Tutti fringillidi protetti dalla legge. Poi anche i soliti canarini e pappagallini allevati e gli incroci tra cardellini selvatici e canarini allevati. Un via vai continuo di persone che utilizzavano punti di appoggio tra le viuzze locali per rifornire costantemente i bracconieri che esponevano alla vendita.

Per questo WWF, LIPU e Legambiente hanno nuovamente scritto al Prefetto, al Questore, al Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, al Comandante della Polizia Municipale ed al Corpo Forestale.

COME INTERVENIRE PER REPRIMERE IL FENOMENO
Secondo le Associazioni è necessario che poco prima dell’intervento, le forze di Polizia ispezionino discretamente il mercato al fine di documentare con certezza i reali possessori dei cardellini. Questo perché nel momento in cui gli Agenti si qualificano e provvedono al sequestro delle gabbie, il bracconiere incrocia le braccia e nega ogni possesso. Un utile tattica difensiva abilmente suggerita da qualcuno per evitare il fastidio dell’ennesima denuncia.

Solo fastidio, precisano le Associazioni, dal momento in cui le blande pene previste dai reati venatori, non fanno paura a nessuno. Per questo occorre che si provveda sia alle perquisizioni domiciliari che al sequestrato di tutti i mezzi atti alla vendita illecita, ivi comprese le autovetture con le quali si trasportano e spesso vendono gli uccellini protetti dalla legge. Il presidio della piazza, invece, comporterebbe il veloce spostarsi dei bracconieri in un altro luogo, come già successo nel passato, facile da trovare nel dedalo di vie del mercato ma più difficile da controllare per le Associazioni. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).