pecore morte
GEAPRESS – Una scena tremenda quella presentatasi ai Carabinieri del Comando Stazione di Bolotona, in provincia di Nuoro.

Duecento pecore sgozzate. Sangue ovunque e silenzio di morte, anche perchè chi ha eseguito la mattanza ha prima avvelenato i tre cani da guardia. Si tratta di tre incroci, tipo maremmano, che evidentemente avrebbero potuto richiamare l’attenzione di qualcheduno.

Stante i primi rilievi sembrerebbe che la morte sia sopraggiunta proprio con il taglio della gola. Niente eviscerazioni come invece avvenuto in altri casi.

Le indagini, dirette dal Comando Compagnia di Ottana, stanno altresì vagliano quanto sarebbe stato riferito dai proprietari, ovvero l’assenza di ogni minaccia o intimidazione. I proprietari risiederebbero in altro Comune e pertanto chi ha ucciso gli animali nella notte tra il 24 ed il 25 aprile scorso, ha avuto tutto il tempo necessario.

In molte zone della Sardegna, nel mondo dei pastori, atti di questo genere non sono affatto rari. Ovini e cavalli in particolare, che diventano oggetto di ritorsioni o intimidazione per i proprietari. Colpisce, però, il periodo scelto. Come già in altre occasioni sottolineanto dall’Arma dei Carabinieri, il periodo preferibile per arrecare maggior danno, è quello che precede le festività natalizie e pasquali. In altri termini si uccide la pecora con l’agnellino ormai pronto  a nascere.

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