GEAPRESS – Furti di armi da caccia. Un fenomeno, a sentire le stesse organizzazioni di categoria, in aumento. Specie in alcune regioni, ad esempio in Calabria, dove un cacciatore ha perso pure la vita durante un tentativo di rapina subito assieme ad altri compagni di battuta. Particolare la situazione di alcune province, come quella di Vibo Valentia (tanto per rimanere in Calabria) dove, a sentire il Comando Compagnia dei Carabinieri, vi sono più armi registrate che abitanti.

Un settore della criminalità che può creare situazioni promiscue con lo stesso mondo della caccia. E’ il caso, ad esempio dei cacciatori senza scrupoli come quello fermato, in atto di bracconaggio, dalla Forestale a Reggio Calabria e trovato in possesso sia di fucili registrati ed uno, con il quale stava operando, con matricola abrasa (vedi articolo GeaPress).

Armi che in genere sono meno attenzionate dagli emissari di organizzazioni criminali. L’efficienza di un Kalashnikov, in altri termini, non è lontanamente paragonabile alla doppietta, anche se con le canne mozze (lupara). Eppure il ritrovamento di armi da caccia negli arsenali di mafia e camorra se non proprio ricorrente, non è di certo un fenomeno raro.

Ieri pomeriggio la Questura di Napoli ha dato notizia del fermo giudiziario di Salvatore Escolino, 53enne di Melito di Napoli ma originario di Sant’Antino. Sentendosi braccato, si è presentato ieri pomeriggio al Commissariato di Pubblica Sicurezza Giugliano-Villaricca. Il resto contestato è quello di detenzione e porto illegale di armi da guerra, armi comuni da sparo e ricettazione delle stesse.

Presso la casa disabitata di Via Selicce di Gugliano, nei pressi del noto quartiere di Scampia, l’altro ieri sera, erano stati rinvenuti 18 fucili, tra cui dieci da guerra provenienti dalla ex Jugoslavia, mitragliatori Kalashnikov e da caccia. Singolare la modifica di quest’ultimo. Le canne non solo erano state mozzate, ma il calcio era stato tolto adattando l’impugnatura a quella di una mitragliatrice. Inutile aggiungere che la matricola era stata abrasa.

Salvatore Escolino ha rifiutato ogni collaborazione ed ieri sera è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale.

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